BELARDI, UN CUORE AMARANTO

01.05.2012 17:30 di  Giovanni Cimino   vedi letture
BELARDI, UN CUORE AMARANTO
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© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Quando Emanuele Belardi ha iniziato ufficialmente la sua seconda avventura in riva allo Stretto, la sua emozione era palbabile ed evidente. Voce tremante e occhi lucidi, una cosa che da un ragazzone di 35 anni non ci saremmo mai aspettati, in fondo, uno come lui che ha indossato le maglie di due club come Juventus e Udinese, che ha calcato i campi europei, sembrava avvezzo a certe manifestazioni sentimentali. 

Invece, abbiamo riscoperto il "Belardi uno di noi", quell'adolescente cresciuto al Sant'Agata e divenuto famoso per il famoso rigore parato a Shevchenko. Il distacco, nonostante le critiche e le ironie sul suo stile non troppo ortodosso per il ruolo, non è mai avvenuto, sopratutto in lui che sempre ha ricordato qual'è la sua casa, la Reggina.

Sono bastati quegli occhi lucidi, quel sorriso timido e allo stesso tempo spavaldo, "io sono tra voi, sono uno di voi", per farlo rientrare nei cuori amaranto. Le imprese con il Brescia, i due rigori parati, la carica, la grinta, la voglia di non mollare mai, quelle ce lo hanno fatto di nuovo amare, una sensazione di legame viscerale, tra la Reggina degli anni d'oro e questa che cerca di tenere la testa su, nonostante una stagione così, nonostante un cammino balbettante. 

Il vecchio che non scade mai, ma il vecchio che rinnova e rianima tutto l'ambiente. La nuova, vecchia Reggina, non muore mai, con lui il battito del cuore amaranto. Quello vero, come Emanuele Belardi.