LA REGGINA TRA PRESENTE E FUTURO

04.10.2018 10:20 di Franco Cleopadre   Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
LA REGGINA TRA PRESENTE E FUTURO

Da 2000 anni le costellazioni, si sapeva, erano 12. La NASA ha scoperto che c’è una nuova costellazione(Ofiuco) e che quindi i segni dello zodiaco diventano 13.Il periodo che va secondo questa recente scoperta, dal 16 Settembre al 30 Ottobre, è considerato sotto il segno della vergine.

Avremmo voluto che anche la porta di Confente, nello scontro con il Monopoli, fosse rimasta vergine. Ma ahimè “le polpette” nel sacco amaranto dopo 3 partite sono 6. Con il Trapani,Tulli al 22’ e Golfo al 30’ e al 41’ e il Monopoli al 6’ De Angelis e al 50’ Sounas e al 77’ Magni e non ci voleva un Nobel per capire che il Monopoli era più forte e meglio organizzato .

Con il Monopoli abbiamo rivisto la fotocopia della partita con il Trapani e il Bisceglie: la difesa che arranca , la mediana che non fa filtro e non costruisce palloni sfruttabili dal trio di attacco.La squadra non gioca per l’allenatore, ma per se, per la società ,per la città’. A questa formazione manca tranquillità, ma bisogna crederci. Gli amaranto non hanno saputo o potuto finalizzare qualche buona azione, oltre quella prodotta dal gol del momentaneo pareggio di Tulissi.Il centrocampo pugliese ha lottato con le spade d’acciaio, mentre quello calabrese con quelle di...burro.

Tifare e criticare fa parte del calcio, ma quando tifo e critica assumono configurazioni patologiche, come nel gioco dell’oca, occorre fermarsi un giro e riflettere. Riflettere con gli avvocati, riflettere sulle risorse della Società, riflettere sui punti di penalizzazione che potrebbero arrivare, riflettere sui tempi quando la Reggina potrà disporre del Granillo. Oggi, si fronteggiano due posizioni: la prima che include, quelli che come noi, credono ancora nel calcio come sport, la seconda, vociante, che crede che tutto si risolve scagliandosi contro la dirigenza, che ha il semplice torto di non aver fatto morire il calcio a Reggio... e con i” seminatori d’odio”, che non muovono un dito per raggiungere gli obiettivi, anzi, buttano benzina sul fuoco per motivi esclusivamente personali.

Anche la Società di via Petrara, come tutto il calcio nazionale, avverte i morsi della crisi, ma la Reggina principalmente avverte la crisi della città con la perdita dell’Agenzia delle dogane, dell’Agenzia dei beni confiscati e chissà come finirà l’aeroporto... salvo miracoli in vista delle prossime regionali ed europee... E ancora, il criterio adottato per la raccolta dei rifiuti differenziati ha peggiorato la raccolta stessa, invece di migliorarla , ai vedono cumuli di spazzatura dappertutto, lasciati ,PROBABILMENTE, da quelli che non pagano la TARSU ,il verde pubblico che langue, in periferia, l’acqua del Menta che tarda a venire ,sono tutti segni inevitabili di decadenza della città.

Sono da ricercare in queste disfunzioni, i motivi per cui l’attuale dirigenza della squadra non trova sponsor, pur avendo lanciato più volte il grido d’allarme? Perché Berlusconi si è preso il Monza, Lotito la Salernitana, e De Laurentis il Bari? Perché credono in quel tessuto economico e sociale  e in quella tifoseria. Nell’ Asinaria Plauto afferma “Homo omini lupus" (l'uomo è lupo per l'altro uomo) per alludere all’egoismo umano, in cui gli uomini, si combattono l’un l’altro per sopravvivere.

Probabilmente, oggi, intorno alla Reggina Plauto è ricorrente. Troppe polemiche, troppi sospetti, troppe accuse, troppi allenatori e tecnici da bar dello sport, troppi spifferi, troppi telescopi e microscopi. E come se non bastassero i problemi ,c’è l’amministrazione comunale che non fa disporre per le gare interne il Granillo, anche se il sindaco aveva affermato ,con insistenza, che “era terminato il tempo delle strutture non a norma che necessitavano di un suo decreto”...con gravissima perdita d’incassi...per una Società che non naviga nell’oro. 

Nella squadra è presente il gruppo, manca il gioco corale, coraggio, l'intesa tra i reparti,la fame di successo, il cervello a centrocampo capace di dettare i tempi, manca cioè quella “puntura”di fiducia e di aggressività che tanto può fare nei momenti di difficoltà . Si è in zona play out sin dalla quarta giornata, anche se in discreta compagnia. Neppure un pugno in pieno volto farebbe così male. Terzultimi! Umiliati.Si spera in tempi migliori.Auguri per Catanzaro, dove servirà sicuramente maggiore concentrazione e decisione su ogni palla.