INTERVISTE AMARANTO - Buttaro: «Reggina, che sorpresa a Bari»

 di Franco Cleopadre  articolo letto 3083 volte
INTERVISTE AMARANTO - Buttaro: «Reggina, che sorpresa a Bari»

Dell'importante successo di Bari, dei nuovi amaranto, del mercato in dirittura d'arrivo e della prossima partita ne abbiamo parlato con l’amico reggino Emilio Buttaro, giornalista di varie testate nazionali tra cui "Il Messaggero", "Radio 24-Il Sole 24 Ore", "La Stampa" ed autore insieme ad Anna Briante del libro "Venti sfumature di amaranto".

Emilio, tu da molti anni segui le vicende della Reggina a distanza vivendo in Emilia-Romagna. Il successo di Bari ha sorpreso anche te?
«Direi proprio di sì. La fallimentare chiusura dell'anno appena trascorso e le discusse scelte societarie di inizio 2014, francamente non lasciavano presagire nulla di buono. Invece è arrivato il primo colpo in trasferta e dunque la maniera migliore per aprire il nuovo anno, quello del Centenario. Ecco, per rimanere in qualcosa di estrema attualità, direi che La grande bellezza del calcio sia proprio quella di non dare mai nulla per scontato».

La vittoria del San Nicola credi possa davvero "spaccare" la stagione della Reggina in termini positivi o pensi sia stato solo un isolato exploit?
«L'augurio di chi tiene ai colori amaranto è che la gara di Bari sia stata quella della svolta, quella che ti cambia la stagione. Ritrovare un minimo di serenità nell'ambiente sarebbe il modo migliore per provare davvero a ripartire. La strada verso la salvezza è ancora lunghissima e complicatissima ma intanto a Bari si è visto qualcosa di importante sul piano dell'atteggiamento e poi come non sottolineare la prova dei 'primi' rinforzi».

Con Mirko Pigliacelli la Reggina ha davvero risolto il problema tra i pali?
«Le premesse direbbero proprio questo. Un esordio migliore per lui non si poteva immaginare, non solo per il rigore parato e per gli altri interventi decisivi, ma anche per l'autorevolezza che questo ragazzo di vent'anni ha saputo mettere in evidenza».

A proposito di rinforzi anche gli altri hanno fatto molto bene...
«Verissimo perché Barillà dopo l'esperienza nella massima serie sembra cresciuto anche sul piano tattico mentre l'altra sorpresa è arrivata da Pambou, questo francesino che appena maggiorenne credo sia stato il migliore nella zona nevralgica del campo evidenziando da subito grandi doti sul piano della duttilità».

La Reggina ha sfoltito l’organico. Sono arrivati Pigliacelli, Barillà e Frascatore, oltre a Pambou promosso dalla formazione primavera amaranto. Pensi che ci saranno altri movimenti?
«Pur rimanendo incerta la permanenza di Gerardi, spero che Da Silva continui a Reggio il suo percorso di crescita, consentendo così alla Società  di avere a Giugno un bel pezzo da mettere in vetrina. In ogni caso se dovesse arrivare qualche elemento di qualità a centrocampo  o in  attacco non sarebbe sgradito». 

La nuova gestione tecnica è quella giusta per ripartire?
«Di sicuro possiamo dire: buona la prima! E non solo per il risultato ma anche per aver presentato una squadra ordinata e compatta. Su tutto però credo vada sottolineato  il lavoro psicologico che è stato fatto nella testa dei giocatori».

Una nuova mentalità che dovrà essere subito riproposta già nella gara col Lanciano...
«Assolutamente, anche perché la formazione abruzzese vuole consolidare la propria posizione nei quartieri nobili della classifica e  confermare di essere squadra specialista nelle partenze o nelle ripartenze di campionato. Prima però è necessario onorare un altro impegno quello col mercato perché bisognerà far fruttare bene la voce 'partenze' ma soprattutto sarà fondamentale completare il capitolo rinforzi».

Ultima domanda extra amaranto perchè sappiamo che da tempo segui la Nazionale di calcio. Il 2014 è anche l'anno dei Mondiali, cosa faremo in Brasile?
«In attesa di capire se Giuseppe Rossi potrà far parte o meno della spedizione di sicuro sarà importante la condizione di Pirlo il nostro autentico faro ma per il salto di qualità serve il miglior Balotelli. Cesare Prandelli sta facendo un grande lavoro e sarà un terno al lotto. Il nostro ct dopo aver collezionato un secondo posto agli Europei ed una terza piazza alla Confederations Cup prima di lasciare, vorrebbe salire insieme ai suoi su quell'altro gradino del podio che per adesso è meglio non nominare....».