Che sinfonia per il centrocampo della Reggina: auguri Santos Batista Mozart!

08.11.2026 13:00 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Che sinfonia per il centrocampo della Reggina: auguri Santos Batista Mozart!
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© foto di Federico De Luca

Giornata speciale per Santos Batista Mozart, che taglia oggi il traguardo dei 47 anni. Un calciatore mai dimenticato dal popolo della Reggina, amati per le due qualità e per la sua determinazione.

Nato a Coritiba, cresce calcisticamente nella squadra della sua città. Il debutto nella A brasiliana nel 1999. L'anno seguente viene ceduto al Flamengo, sempre in prima divisione, con cui totalizza 10 presenze.

Nella stagione 2000-2001 Mozart approda nel calcio italiano: a volerlo è la Reggina. Alfredo Pedullà ha raccontato ai tempi su Corriere dello Sport il suo approdo a Reggio Calabria: 

Nella conferenza stampa il presidente Lillo Foti arriva come al solito elegante e in cravatta regimental. Si dichiara “stanco ma gratificato” e annuncia altri acquisti. Sono state lunghe trattative e la Reggina ha operato poderosamente nel mercato di riparazione. Ecco uno dei nuovi acquisti, il brasiliano Mozart . Precisamente si chiama Mozart Santos Batista Junior, ha quasi 21 anni ed è nato a Coritiba, alto 1.74, peso 78 kg. Soprannominato “il maestro”, di ruolo centrocampista centrale, prezzo vicino ai 10 miliardi. E’ l’operazione più costosa di sempre nella storia della Reggina dopo Taibi. Mozart ha firmato un quinquennale da 650 milioni a stagione. 
Lo presenta il direttore sportivo Gabriele Martino: “Il Flamengo non voleva saperne e l’aveva dichiarato incedibile, ma le nostre pressioni e i soldi, che hanno effetto benefico anche in Brasile, hanno fatto il resto”. 
Il fax con l’accettazione del Flamengo è pervenuto alle 3 di notte di una lunga giornata di fine ottobre del 2000. Scusi direttore Martino, ma chi è Mozart? “Scopritelo da soli. Io ritengo che tra i calciatori brasiliani sia il più europeo per caratteristiche fisiche e tecniche. Se per brasiliano s’intende quello del colpo di tacco e della finezza che desta sensazione, non ci siamo. Mozart è uno che non fa complimenti e che prende qualche ammonizione proprio per il suo modo di giocare. Ho conosciuto Mozart in Spagna e da quel momento il ragazzo ha voluto sapere tutto. Evidentemente in cuor suo aveva già deciso. In realtà ero andato in Spagna per vedere Atletico Madrid – Flamengo e visionare Maurinho. Mi ha colpito però Mozart: lui è il Dunga della situazione, un guerriero in mezzo, ma rispetto a Dunga garantisce maggior fantasia e assistenza agli attaccanti. Chi indossa la maglia del Flamengo giocando al Maracanà a quell’età, vuol dire che vale e che non subisce emozioni di sorta”.
Sguardo sveglio e a tratti annoiato. Non vede l'ora di giocare. Ciao Mozart, perché ti chiami così? “Mio nonno era violinista e fan del grande compositore austriaco. Siccome mio padre si chiama Mozart, io sono Mozart junior. Fin da ragazzino mi hanno definito ‘direttore d’orchestra’, almeno in campo. Ho bisogno di essere il giocatore che tocca più palloni in una squadra, il catalizzatore. Ho una funzione importante nel recupero palla e le mie squadre non hanno mai attaccato senza far passare la palla dai miei piedi”. Lo chiamano anche ‘Repolho’, che vuol dire cavolo per i suoi tagli di capelli. Dopo gli inizi a Coritiba, a 16 anni si allenava con la prima squadra del Paranà. Gli promettevano l’esordio e il contratto, ma continuavano a rimandare. Lui li saluta e va in Francia al centro di formazione del Bordeaux. Un giorno gli promettono solennemente : ‘Sei bravo e se continui così, fra 3 anni debutterai in prima squadra’. Un’ora dopo Mozart fa la valigia e saluta anche loro per tornare in Brasile e giocare col Coritiba e poi col Flamengo. Ha fatto parte della Nazionale olimpica brasiliana che ha partecipato a Sydney 2000. 
Mozart, qual è il giocatore più forte che hai visto giocare ? “Diego Maradona”. E qual è la donna dei tuoi sogni? “Catherine Zeta Jones”. Che fai coi soldi che guadagni? “L’investo in immobili”. 
Chiosa: “Sono qui per sfondare e ho la certezza assoluta che non fallirò “. E avrà ragione.

Nel primo anno, Mozart però deve adattarsi alla nuova realtà e paga le difficoltà della squadra, che sfiora una salvezza che avrebbe avuto del clamoroso. Gioca solo 12 partite e sembra volgere alla fine la sua avventura italiana. Ma la stagione in B é il trampolino da lancio per il brasiliano. Nel 2001-2002 conquista una maglia da titolare, collezionando 36 presenze e mettendo a segno 2 gol, con la squadra che fa ritorno nella massima serie. Nelle tre stagioni seguenti, il brasiliano diventerà una colonna fondamentale del centrocampo amaranto, indossando anche la fascia di capitano nel 2004-2005, con 89 presenze a referto e 2 reti segnate nelle tre annate.

Il brasiliano passa poi allo Spartak Mosca per 6,5 milioni di euro, senza però lasciare il segno come in Calabria. Tornerà in Italia nel 2009 a Livorno.

Intraprenderà la carriera da allenatore e nel Nel luglio 2014 assume il ruolo di collaboratore tecnico dell'allenatore Francesco Cozza alla Reggina e a novembre dello stesso anno, in seguito alle dimissioni di quest'ultimo, lascia la carica e il club amaranto. In un'intervista ha sottolineato di voler, un giorno, diventare tecnico della sua Reggina, ma intanto é tornato in Patria e ha guidato numerose formazioni.