MESSINA, ECCO LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE: ILLECITI GRAVI, CAMPIONATO FALSATO

06.11.2026 17:30 di  Valerio Romito   vedi letture
MESSINA, ECCO LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE: ILLECITI GRAVI, CAMPIONATO FALSATO

Sono state pubblicate dal Tribunale Federale Nazionale le motivazioni su cui si basa la condanna a 20 punti di penalizzazione per l’ACR Messina, da scontare nell’attuale campionato di Eccellenza, e che conferma l’estrema gravità del quadro accusatorio a carico dei peloritani.

Oltre a dare per non contestabili i fatti accertati, riguardanti l’inibizione dell’ex presidente Alaimo e la conseguente adozione di atti in rappresentanza del Messina durante il periodo previsto dalla sanzione, in particolare l’iscrizione al campionato di serie D 2025/26 e la sottoscrizione di 25 contratti di calciatori, poi utilizzati dalla società biancoscudata per tutte e 34 le partite della stagione appena conclusa, il TFN ha di fatto demolito la tesi difensiva dei legali messinesi, la quale basava quasi tutta la propria strategia sulla presunta “validazione degli organi preposti”, cioè la Figc attraverso il Comunicato Ufficiale  n. 111/A del 15/12/2025, con il quale il Presidente Federale aveva “trasferito il titolo sportivo e l'intero parco tesserati all’odierna deferita”.

Infatti, già la normativa vigente stabilisce che “poiché il titolo sportivo è il fondamento del diritto di partecipazione ad un campionato riconosciuto dal Presidente Federale sulla base di specifiche condizioni regolamentari (cfr. art. 52 N.O.I.F.), l’attribuzione ad altra società determina il subingresso di altro soggetto al precedente affiliato, realizzando, dal punto di vista della sfera di interessi sportiva, una sorta di successione universale della società subentrante” e, dunque, “sia in ordine ai risultati sportivi e all’anzianità di affiliazione che all’esposizione debitoria ed alle penalizzazioni”.

Tuttavia, oltre ai principi generali, lo stesso provvedimento del Giudice Delegato sulle modalità di vendita, già dava atto della penalizzazione in corso e di “possibili penalità aggiuntive” e, successivamente,  nell’atto di trasferimento del 9.12.25, inter alia, è dato leggere: “la società cessionaria dichiara di essere edotta….che attualmente l’ACR Messina ha una penalizzazione da scontare nel campionato in corso di meno 14 punti e che vi è il rischio di ulteriori penalizzazioni e/o sanzioni che potrebbero essere inflitte in relazione a fatti, comportamenti o violazioni regolamentari antecedenti la cessione….”, di fatto escludendo la possibilità che potesse sussistere in capo alla nuova società una sorta di “legittimo affidamento” sulla regolarità delle procedure effettuate, anzi avrebbe dovuto costituire un campanello d’allarme per indurli a “verificare l’effettivo buon esito delle pratiche di tesseramento e la regolarità della posizione dei calciatori impiegati”.

Impietoso poi appare il giudizio sulle conseguenze delle condotte sia illegittime della precedente proprietà che omissive dei subentranti, e di particolare rilievo per la Reggina e le altre società controinteressate, in ordine alla regolarità dello scorso campionato, che, “oltre ad integrare la grave compromissione dei principi generali di lealtà, correttezza e probità […] rappresenta un illecito disciplinare di particolare gravità determinando l’alterazione del regolare svolgimento dei tornei”.

Beffarda appare invece la motivazione sulla riduzione dei punti inflitti (20) rispetto alla richiesta della Procura (34), “nonostante la serialità delle violazioni, che hanno, di fatto, alterato l’intero svolgimento del campionato 2025-2026”, per cui la scelta di temperare la misura della sanzione deriva, tra le altre, dalla circostanza che “la violazione sia stata commessa in campionati precedenti a quello al momento in corso”: dunque, di fatto e come da noi ampiamente previsto, il clamoroso ritardo con cui gli organi inquirenti hanno accertato le violazioni, seppur abnormi, ha finito per favorire gli accusati e, giocoforza ed amaramente, mortificato le legittime aspettative di chi ha dovuto disputare un torneo falsato.

Pur comprendendo la delusione dei tifosi messinesi, unici davvero incolpevoli per la situazione incresciosa della loro squadra, non possiamo non dedurre come, alla fine, la pena inflitta sia da considerare addirittura benevola rispetto alla natura delle violazioni compiute, mentre preferiamo stendere un velo pietosissimo su chi, per mascherare le proprie inefficienze, ha preferito annacquare tutto e, di fatto, penalizzare chi chiedeva semplicemente di far rispettare le regole. Quelle regole e quelle sanzioni che solo qualche anno prima, per altri, si sono invece rivelate inflessibili e tutt’altro che proporzionate.