ATZORI: «Oggi gli esoneri sono troppo facili: ma chi sceglie gli allenatori?»
La sensazione è che, tra le righe, il bersaglio sia la figura del direttore sportivo, o comunque del responsabile dell'area tecnica. La domanda retorica di Gianluca Atzori, intervenuto a Reggina in Fm, trasmissione di Radio Touring 104 condotta da Michele Favano e Dario Baccellieri, è legittima: «Oggi l'esonero è quasi una moda: ma chi sceglie un allenatore?».
Di seguito, le parole dell'ex tecnico, tra le ultime, di Reggina e Sampdoria.
ASSENZA – «Per me esser così troppo fermi è troppo, non vedo l’ora di ricominciare. E’ fuori dubbio».
MOROSINI – «L’ho vissuta come una tragedia. Sinceramente ha scosso lo stato d’animo mio e di tutta la mia famiglia, con cui ero mentre Sky ha dato quella terribile notizia. Da ex calciatore mi domandavo se poteva succedere anche a me. Ho fatto tantissime riflessioni, ho pensato alla vita che questo ragazzo ha dovuto subire: il destino è stato veramente crudele. Dopo la tragedia di sabato vedere quelle scene…credo che chiunque ci stia male. Mi spiace da morire, questa è una sensazione di impotenza. Il dispiacere è grandissimo, anche perché non è la prima volta che accade. Speriamo sia l’ultimo».
ESONERO – «Purtroppo nel calcio è così. Paga l’allenatore, ma troppo facilmente. Questo mi dispiace, sono molto solidale con i miei colleghi. Ormai è diventata quasi una moda: chi è che sceglie un allenatore? Qualcuno l’avrà scelto. E questo qualcuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Che non sono mai solo del tecnico, dei giocatori e della società. Vanno divise in parti uguali. Se oggi l’obiettivo della Reggina o di quest’altra squadra è di rimanere nei playoff direi che ci siamo. Magari manca qualche punto, ma più o meno siamo in linea. Vale per Reggio Calabria, vale per me a Genova, visto che eravamo a 6 lunghezze dai primi due posti».
PRESIDENTI – «Ne ho avuti anche competenti. Però nella mia carriera ne ho incontrati altri che non erano in grado di farlo. Che magari, a fine partita, dicevano la loro. Facile farlo al fischio finale. Un allenatore, le decisioni le deve prendere prima. C’è troppa superficialità nel mandare via l’allenatore. Faccio un discorso generale, non parlo di Reggio Calabria».
CLASSIFICA – «L’anno scorso il campionato è stato caratterizzato dal fatto che quelle davanti non hanno camminato come hanno camminato davanti le prime tre quest’anno. La Reggina stava facendo bene fino a poco tempo fa. E’ fuori dubbio che all’inizio dell’anno Torino e Samp fossero superiori a tutti. Ma nella B ci sono le sorprese: Novara e Varese lo scorso anno, Verona e lo stesso Pescara in questo».
BONAZZOLI – «Io di Emiliano posso dire solo cose buone. Non so cosa avviene oggi tra lui, la società e l’allenatore. L’anno scorso è stato un esempio per tutti. Il merito dei gol dello scorso anno è tutto suo. Sicuramente per lui è un’annata diversa da quella passata, vuole partecipare in maniera sempre attiva al gioco. La palla deve sempre essere data a lui. Per me, lui era il giocatore che non c’entrava nulla con la categoria. Trasmetteva proprio questo. Ovvio è che la squadra l’abbia aiutato e messo in condizione di fare gol».
LAVERONE – «Era partito bene, ma poi ha bruciato qualche chance che, come tutti, ha avuto. Quando parla il campo, non do retta a nessuno. La sua rivalsa nei confronti della Reggina non è giustificata assolutamente».
FUTURO – «Mi piacerebbe conoscerlo. L’unica certezza è che ho un altro anno di contratto con la Samp. Naturalmente voglio tornare subito ad allenare, ma evo trovare la squadra che mi metta in condizioni tali per poter lavorare. Aspetto la chiamata di qualche club. Reggio Calabria? Sono stato bene con tutti. Tifosi, giornalisti, società a giocatori. Non vedo il motivo per cui non possa tornare. Sono aperto a tutto».
