Greco (dg Picerno) sui guai della C: "Servono regole rigide per rendere sistema equo e leale"

Vincenzo Greco, attuale dg del Picerno e in passato segretario generale della Reggina, ha parlato a tmw radio e in merito alla questione economica della serie C sottolinea:
"Serve coraggio e determinazione nello scegliere la strada giusta. I problemi non riguardano solo la Serie C: anche società blasonate di categorie superiori sono andate in difficoltà. La verità è che in Italia c’è uno squilibrio tra costi e ricavi. Una società di calcio è a tutti gli effetti un’azienda: se i costi superano i ricavi, il fallimento diventa inevitabile. Bisognerebbe intervenire sui costi, obbligando le società a non superarli in base alle entrate reali, non a quelle ipotetiche preventivate a inizio stagione. Penso al caso del Taranto, che a causa dell’incendio allo Iacovone non ha più potuto contare sugli incassi da stadio. Se i ricavi previsti non si realizzano, il sistema va in crisi. Noi come Picerno abbiamo fissato parametri chiari: se raggiungiamo il limite di spesa, non andiamo oltre, anche se ci vengono proposti ottimi giocatori. Preferiamo rispettare i nostri impegni. Purtroppo in Italia questo accade di rado: ci sono club che spendono cifre enormi pur di inseguire un risultato sportivo, salvo poi ritrovarsi in difficoltà. Una squadra di Serie C non può permettersi di spendere 10-15 milioni di euro per allestire la rosa. Servirebbero regole più rigide per rendere il sistema equo e leale per tutti".
Sulle squadre B sottolinea: "Sono un po’ contrario. La Serie C deve essere il campionato delle 60 città, con il seguito dei tifosi e delle comunità. Le seconde squadre non hanno pubblico e spesso non valorizzano i giovani italiani, ma molti stranieri. Capisco la logica di serbatoio per le prime squadre, ma credo che al posto loro sarebbe più giusto vedere club blasonati oggi relegati in D, che porterebbero passione e visibilità".