Gravina: "Faremo di tutto pur di tornare in campo, anche a luglio. Promozioni e retrocessioni..."

26.03.2020 14:50 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gravina: "Faremo di tutto pur di tornare in campo, anche a luglio. Promozioni e retrocessioni..."

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, intervenuto a Sky Sport, ha nuovamente affrontato alcuni temi molti caldi dell'attualità calcistica, funestata dalla crisi coronavirus. Sul destino dei campionati dice:

"Abbiamo un piano al quale abbiamo dato priorità assoluta: saremmo tutti contenti di finire le stagioni sul campo. Siamo in contatto con la FIFA per le proroghe sui contratti qualora di debba andare oltre il 30 giugno. Siamo in attesa di comunicazioni da UEFA e FIFA che stanno lavorando molto bene. Dobbiamo trovare una soluzione e l'ideale sarebbe andare fino al 30 luglio. Dobbiamo attenerci al rispetto delle ordinanze e da quello che arriva dalle massime cariche politiche e scientifiche".

Continua Gravina: "Se non si potrà giocare vorremmo salvare comunque il valore della competizione sportiva che è stata raggiunta sul campo. Per il momento non diamo molta attenzione a questo, vogliamo essere parzialmente ottimisti".

Sui verdetti, Gravina in ogni caso sottolinea la necessità di stabilirli, anche se non si dovesse tornare in campo: "Lo Scudetto sarà comunque assegnato. Aggiungo poi anche che il calcio italiano non vive solo per l'assegnazione dello Scudetto ma ci sono anche gli altri campionato, quelli inferiori. Dobbiamo comunque arrivare alla definizione degli organici per la prossima stagione, dalle coppe europee a promozioni e retrocessioni".

Gravina è scettico sulla modifica dei format dei campionati: "Sento tantissime ipotesi. Abbiamo le nostre norme e non è facile modificare i format già fissati. La possibilità di allargare il numero delle squadre in Serie A, con i tempi stretti che ci saranno e con l'Europeo nel 2021, non penso sia percorribile. Sono molto preoccupato per i dilettanti e la Lega Pro. Loro rischiano davvero di perdere molte società. Il mondo del calcio non è tutto dorato come si vuol far credere. Non dimentichiamoci che i presidenti delle società sono imprenditori e vivono un'altra crisi. Tutti insieme dobbiamo trovare il modo per uscire da questo caos. Dobbiamo dimostrare di amare il calcio".​​​​​​​