Binda sulla C: "Caso Trapani? Le altre società devono rivalersi su chi danneggia immagine. Siracusa? Nessun progetto serio alle spalle"
Nicola Binda, giornalista di Gazzetta dello Sport, intervenuto a tmw radio, ha parlato della situazione legata al Trapani, che oggi rischia l'esclusione dal campionato di serie C e sul sistema della terza serie dice:
"Purtroppo tutti invocano riforme, regole più severe, punizioni corporali, cose durissime, ma basterebbe avere proprietà serie, affidabili, competenti, che abbiano la possibilità di affrontare un campionato importante e nobile come questo e non ci sarebbero problemi. Ce ne sono 55-56 di proprietà così, non sono tutte disgraziate. Purtroppo capita che ogni anno qualche proprietà non sia all’altezza per vari motivi. È vero che tante proprietà sono appese a un filo: la loro credibilità, la loro solidità. Se questo filo si spezza ci va di mezzo tutto il movimento. Ma è anche vero che la maggior parte delle società, grandi o piccole – dal Vicenza al Benevento, dal Picerno al Pineto, al Renate – può essere una grande piazza o una piccola realtà, ma la serietà delle persone conta e nel 90% dei casi è evidente. Quindi mi spiace che per colpa di qualcuno venga offuscata e macchiata l’immagine di tutti. È una categoria spesso sbeffeggiata, considerata per colpa di pochi. Alla fine sono 60 società: a parte le tre seconde squadre, fare calcio a questo livello è durissimo. Non ci sono ricavi, non ci sono risorse. I presidenti devono sempre fare grandi investimenti, le proprietà devono mettere soldi. Non sempre i tifosi ti sostengono, anzi magari ti criticano. Gli sponsor non sempre sono vicini. Il mercato esiste fino a un certo punto perché la Serie A guarda poco al mercato interno, spende all’estero. Sono proprietà che fanno sacrifici enormi ma fanno le cose dignitosamente".
Sottolinea Binda: "In mezzo c’è chi fa disastri e rovina l’immagine di tutta la categoria. Io sono convinto che una soluzione potrebbe essere permettere alle altre società di rivalersi su chi provoca questi danni. Il danno non è solo per una categoria o un campionato: partite annullate, trasferte sostenute, infortuni in quelle partite. È un danno che si crea. Quindi bisognerebbe avere la possibilità di chiedere i danni a queste società scorrette".
Il Siracusa non sarà esclusa, ma le gravi problematiche economiche della proprietà porteranno ad altri punti di penalizzazione e probabile retrocessione diretta: "Siracusa è proprio il caso emblematico. Basta poco, un piccolo squilibrio interno, e salta tutto. Non c’è un vero progetto industriale o aziendale dietro: siamo sempre nelle mani di una persona che da un giorno all’altro può non avere più la possibilità di investire nel club. Quindi succedono queste cose. A questo livello, in queste categorie, bisogna avere progetti e proprietà molto serie, altrimenti è inutile arrivarci".
Altro che "meglio Gallo, Antonini e Ricci", questi soggetti finiranno nell'oblio calcistico dopo qualche anno di libera uscita.
