La triste conferma di un Paese gattopardesco: le componenti federali "dispiaciute" per l'addio di Gravina. E ora cercano un altro Gravina

03.04.2026 11:25 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Fonte: Giovanni Cimino - direttore responsabile e editoriale di TuttoReggina.com
La triste conferma di un Paese gattopardesco: le componenti federali "dispiaciute" per l'addio di Gravina. E ora cercano un altro Gravina
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L'Italia è un paese gattopardesco, sono tanti gli esempi, in politica e nella governance sportiva, di personaggi usciti dalla porta e rientrati dalla finestra. La lista di soggetti messi alle strette per presentare le dimissioni e dopo la fine del clamore mediatico tornati in pompa magna in qualche ruolo apicale, è chilometrica. Nella politica, locale e nazionale, il conto è imbarazzante, in quella calcistica è altrettanto vergognosa. 

Restando allo sport, da decenni bazzicano le stanze del potere gli stessi volti e gli stessi nomi e cambia tutto per non cambiare nulla. E anche in questo caso, il Gravina di turno si è dimesso sulla spinta popolare e populistica dei politicanti al potere, ma il rischio è di avere un altro Gravina o comunque un altro soggetto che deve garantire le istanze delle componenti. E le istanze delle componenti tendono spesso a preservare interessi di parte e non di certo il bene collettivo.

Per confermare la tendenza tutta italica, fanno specie le dichiarazioni del famoso 98% del corpo elettorale che ha rieletto Gravina, già reduce dalla prima mancata qualificazione al Mondiale. Lo stesso Gravina che ha promesso faraoniche riforme ma invece non ha risolto nulla di nulla, specialmente nelle serie minori. Promesse di "riforme dei campionati", "sgravi fiscali" e compagnia, tutto rimasto sulla carta straccia dei programmi presentati e mai messi a terra.

Il presidente AIC Calcagno azzarda, in un'intervista a Gazzetta dello Sport: "Conta il programma più del nome. Serve qualcuno capace di tenere insieme le componenti”. E su un possibile ritorno: “Una rielezione di Gravina? Mi sento di escluderlo". Capito l'antifona?

L'ex allenatore della Reggina e oggi presidente AIAC Ulivieri ha detto: "Noi non abbiamo deciso nulla, abbiamo sentito Gravina che rassegnava le sue dimissioni" ha confessato il presidente dell'Associazione allenatori Ulivieri. "Gravina non era turbato, era dispiaciuto, ma come tutti noi. Gravina era dispiaciuto e sereno insieme. La scelta di Gravina è personale, abbiamo dovuto acconsentire. Bisogna prenderne atto con dispiacere".

Giancarlo Abete, che nel 2014 si dimise dal presidente FIGC dopo l'eliminazione dall'ultimo Mondiale al quale ha preso parte l'Italia, ha sottolineato: "La posizione della Lega Nazionale Dilettanti è chiara, abbiamo rappresentato la nostra posizione di sostegno a Gravina qualunque fosse stato il risultato delle partite. Siamo coerenti con la nostra storia, dispiace per la Federazione e il rapporto personale ma ci sono passato e comprendo il contesto. Per me il riferimento rimane lo statuto della Federazione, del Coni, della Fifa e della Uefa. Bisogna capire le motivazioni che hanno portato a un calo di competitività anche per le squadre di club".