"Dossieraggio su Gravina: Volevano farlo saltare", il presidente FIGC "attenzionato", la Procura di Roma ha aperto fascicolo: i dettagli

04.03.2024 18:15 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    vedi letture
"Dossieraggio su Gravina: Volevano farlo saltare", il presidente FIGC "attenzionato", la Procura di Roma ha aperto fascicolo: i dettagli
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"Dossieraggio su Gravina: Volevano farlo saltare", è la ricostruzione di Corriere dello Sport sul caso emerso negli ultimi giorni circa le "indagini" che hanno visto protagonisti Antonio Laudati e Pasquale Striano, il giudice e il finanziere accusati di centinaia di accessi abusivi ai sistemi informatici. Tra i personaggi noti attenzionati ci sarebbe anche il presidente FIGC Gabriele Gravina. Una vicenda che getta ulteriore veleno sul calcio italiano, in un momento in cui si discute delle famose riforme e gli attriti, sopratutto tra Lega A e Gravina, non mancano affatto.

"Cercavano una crepa nel muro, uno scheletro nell’armadio o peggio ancora un segreto inconfessabile da consegnare in pasto all’opinione pubblica per mozzare teste coronate. E lo facevano seguendo la strada del denaro - che lascia sempre una traccia - verificando conti personali e banche dati. Il modus operandi dei 14-15 soggetti coinvolti nell’inchiesta della Procura di Perugia sul dossieraggio fuori controllo nei confronti di politici, vip, imprenditori e dirigenti sportivi è quello di una spy story criminale senza precedenti persino in un Paese come il nostro permeato di misteri e melma. Li accusano di accesso illegale ai sistemi informativi, falso ideologico e abuso d’ufficio. (..) Il calcio era uno degli ambienti in cui il pm della direzione nazionale antimafi a, Antonio Laudati, e il luogotenente della Guardia di Finanza, Pasquale Striano, due tra gli indagati, si muovevano con disinvoltura secondo le ricostruzioni degli inquirenti. Laudati e Striano s’intrufolavano nei sistemi informativi (il Serpico, il Siva, lo Sdi, il Sidna, il Catasto ecc.) per creare condizioni tali da richiedere l’apertura di dossier pre-investigativi su soggetti non attenzionati dalle forze dell’ordine. E quando non trovavano nulla, parlavano di fonti alternative, così da convincere la procura ad attivarsi comunque", sottolinea il quotidiano sportivo.

Si legge: "Nello scontro tra Serie A e Figc in particolare, Laudati e Striano avrebbero trovato terreno fertile. Non può sorprendere, del resto, che la fotografia del sistema pallonaro oggi sia questa: club che vivono al di sopra delle proprie possibilità economiche, violenze ed episodi di razzismo, in un contesto nel quale c’è chi tenta di portare avanti una riforma strutturale per ridurre l’indebitamento e i costi di gestione (operazione Gravina) e chi sembra stia lavorando sotto traccia per farla fallire. (...) Lo spionaggio su Gravina comincerebbe a maggio 2022. Nei giorni in cui la Serie A, sempre all’opposizione in consiglio federale, porta la Figc in tribunale contestando l’indice di liquidità ammissivo ai campionati, Laudati chiede al suo capo, Giovanni Melillo, di aprire un fascicolo sul presidente federale, sostenendo come l’innesco dell’attività investigativa arrivi dalla procura di Salerno. In realtà, si legge nelle carte, «l’origine dell’atto erano le informazioni ottenute da Emanuele Floridi attraverso degli incontri promossi dallo stesso Laudati e poi concordati con Striano» avvenuti alla presenza di ufficiali della Guardia di Finanza. La strategia del pm e del finanziere è ormai collaudata: Laudati tiene coperta la sua fonte e Striano si scatena con gli accertamenti ritenuti dagli inquirenti illegali; così, a marzo del 2023, i due arrivano a proporre la trasmissione alla procura di Roma di un fascicolo in cui «ipotizzano attività illecite poste in atto dallo stesso Gravina». Non hanno nulla in mano e il tentativo fallisce".

LA REPUBBLICA: "LA PROCURA DI ROMA INDAGA SULLE ACCUSE A GABRIELE GRAVINA" - "Proposta di trasmissione alla Procura distrettuale di Roma del lavoro di approfondimento svolto dal Gruppo di lavoro SOS sul conto di Gabriele Gravina, attuale presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.)— gia presidente della Lega Pro fino al mese di ottobre 2018", riporta La Repubblica online.

"È iniziata così l’indagine della procura di Roma, con una segnalazione che dalla Procura nazionale Antimafia è arrivata fino ai corridoi di piazzale Clodio. E i magistrati romani, come è doveroso, hanno aperto un fascicolo in cui non ci sono indagati.

Sul come e sul perché le informazioni su Gravina siano state acquisite dall’Antimafia, è materia di indagine della Procura di Perugia, che lavora sul mondo che vede come protagonisti Antonio Laudati e Pasquale Striano, il giudice e il finanziere accusati di centinaia di accessi abusivi ai sistemi informatici.

A prescindere dal come e dal perché però c’è il cosa. Cosa ha trovato il finanziere Striano digitando sulle banche dati il cognome del presidente della Federcalcio? È questo l’ambito di indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini".

Precisa il quotidiano romano: "...Secondo i pm di Perugia la vicenda è andata diversamente: l’origine dell’indagine non era la procura di Perugia, ma le informazioni ottenute da “Emanuele Floridi” in alcuni incontri. Da qui anche l’accusa di “falso”. Perché con questa “condotta”, secondo i pm, “favorivano intenzionalmente un danno a Gabriele Gravina” ipotizzando “attività illecite poste in essere dallo stesso Gravina”.

Anche per questo Laudati e Striano sono indagati a Perugia. Tuttavia, a prescindere da come sia nata l’indagine che riguarda Gravina, l’inchiesta è finita a Roma. Perché occorre verificare se i sospetti inviati a Roma siano o meno fondati".

LA VERITA': "LA PROCURA DI ROMA VUOLE VEDERCI CHIARI SUI DIRITTI TV LEGA PRO 2018" - Il quotidiano La Verità ha svelato su cosa indagherebbe la Procura di Roma nel fascicolo aperto: "...Sebbene il dossier sia nato, come scrivono i pm perugini, in modo non lecito, al suo interno deve esserci qualcosa di concreto, dal momento che da Perugia i verbali raccolti sul filone calcistico sono stati trasmessi alla Procura di Roma dove dal marzo scorso esiste un fascicolo (lo stesso spedito da Melillo in mano al pm Francesco Cascini). Il contenuto del fascicolo romano nulla ha a che fare con le competenze dell’Antimafia, ma tratterebbe temi inerenti la compravendita di diritti e possibili provviste di extra finanziamenti tramite società londinesi. Una delle ipotesi sarebbe valutare la regolarità di un bando datato 2018 e avviato dalla Lega Pro presieduta da Gravina. (...) Dagli accessi agli atti considerati illeciti sarebbe dunque emerso più di un nodo che ora gli inquirenti vorrebbero sciogliere. Cercando di capire se tra i contratti sui diritti possa esserci un nesso con almeno un paio di compravendite di una serie di libri storici in possesso allo stesso Gravina. Secondo l’ipotesi investigativa i testi di epoca medievale (ve ne sarebbero anche altri dell’Ottocento) sarebbero inizialmente stati oggetto di compravendita con un antiquario, previo anticipo di caparra. A operazioni saltate la caparra sarebbe rimasta nelle mani del presidente Figc. In un caso 350.000 euro e nell’altro 250.000. È chiaro che se sorgessero evidenze si aprirebbe un enorme tema attorno alla gestione dei diritti e di chi li maneggia".