RICORDI AMARANTO - Il 24 giugno 2001 non è solo San Giovanni
Il 24 giugno 2001 la città di Reggio Calabria si paralizza. Allo stadio Oreste Granillo c'è La partita. Arriva il Verona, si gioca la serie A. L'epilogo sarà drammatico, forse più di Pescara '89: lì si rincorreva un sogno, qui bisognava mantenerlo. La Reggina di Colomba arriva alla finalissima dopo una cavalcata allucinante, la squadra veneta una discesa di classifica incredibile. Qualche giorno prima, al Bentegodi, decide un colpo di testa di Laursen. Per Zanchetta e compagni l'impresa è ardua, ma non impossibile. Ci sono 28.000 sostenitori amaranto, trovare un posto a sedere, anche solo sugli scalini, è quasi impossibile.
La Reggina gioca bene, il Verona è intimorito. A fine primo tempo la Reggio calcistica esulta: prima Zanchetta (42') poi Ciccio Cozza (nel primo minuto di recupero). Bisogna rientrare e gestire, così sarebbe ancora serie A. E il compito sembra riuscire, fino al minuto 86': lancio di Colucci, palla in profondità per Cossato che beffa tutti. 2-1, Reggina all'inferno, Verona in paradiso. All'ultimo respiro il miracolo di Ferron su Davide Dionigi, con quel braccio a togliere la palla dalla riga di porta.
La Reggina retrocede, sembra la fine di una favola ma, da lì a poco, tutto sarebbe diventato non favola ma realtà. Fu una caduta importante, aiutò la squadra calabra a prendere consapevolezza dei propri mezzi, vincere un campionato l'anno dopo e mantenere la categoria per altri sette anni. Quella consapevolezza che, a oggi, sembra smarrita.
