Triplo Pozzi, Marassi ancora stregato. Reggina, è già tempo di guardare avanti
«Non è ancora tempo di fare analisi». Così Roberto Breda nel post gara. Di analisi forse no, ci sarà tempo a fine stagione. Ma per meditare su aspetti positivi e negativi di questa annata, programmando la prossima, non è mai troppo presto, né troppo tardi (dipende dai punti di vista). Anche perché, dopo la sconfitta inflitta oggi dalla Samp, gli amaranto non hanno più nulla da chiedere al campionato. Quello di Marassi si conferma un campo stregato per la compagine calabrese. Tre anni fa, il funesto 5-0 subito in terra ligure, condannò gli amaranto alla retrocessione. La tripletta con cui Pozzi ha stesso oggi la Reggina, sancisce invece l’aritmetica eclissi di ogni velleità playoff. Oggi come allora, comunque, non è la sconfitta a far sfumare l’obiettivo, ma un percorso troppo altalenante, irto di errori di valutazione tecnica.
D’ALESSANDRO FRANCOBOLLO – Non è bastata comunque la voglia di rivalsa sportiva, né il "Luigi Ferraris" che «dà motivazioni anche in amichevole», a caricare gli amaranto, disposti da Breda col solito 5-3-2. Rispetto alla gara col Verona, il tecnico trevigiano cambia tre pedine: a destra c’è Colombo al posto di Ragusa, che parte dalla panchina; in mediana, a sostituire lo squalificato Rizzo, c’è Armellino; in attacco, Ceravolo viene preferito ad Alessio Viola e fa coppia con Campagnacci. Confermato il resto dello schieramento, compresa la collocazione a centrocampo di D’Alessandro, che praticamente, come martedì sera era “inchiodato” ad Hallfredsson, oggi francobolla Juan Antonio, il trequartista doriano che supporta Eder e Pozzi nel 4-3-1-2 proposto da Iachini.
POZZI IMPLACABILE – In ogni caso, ogni strategia tattica va in frantumi se già, dopo 13’, vai sotto al primo affondo doriano. Eder spacca la difesa amaranto, penetrando nel settore mancino dell’area, poi serve l’accorrente Pozzi: sul tiro della punta, decisiva la deviazione di Angella, la palla rotola in rete. La squadra di casa sblocca dunque il match ed abbassa il baricentro per gestire. La Reggina prova a mettere un po’ di paura agli avversari intorno al quarto d’ora, ma la mira di Ceravolo non è quella dei tempi migliori: l’attaccante di Locri manda alto di testa su scodellata di Colombo, poi spedisce a lato un suggerimento basso di Campagnacci. Solo qualche fiammata, poi è ancora Samp. Con Juan Antonio che al 32’ si libera del “segugio” D’Alessandro e dal limite cerca il jolly, è bravo Belardi a non concederglielo. Il portiere amaranto non riesce invece a salvare ancora la sua porta al 37’: cross di Munari dalla destra, D’Alessandro e Freddi di testa vanno a vuoto, la palla arriva a Pozzi che sorprende tutti, trovando il pertugio vincente sul primo palo. Nessun’altra annotazione prima del rientro negli spogliatoi, al di là dell’ingresso di Foggia, che prende il posto dell’acciaccato Juan Antonio.
REGGINA IN TILT – Breda si gioca subito la carta Ragusa nella ripresa, richiamando in panchina Colombo. Ma è una Reggina poco convinta quella che torna in campo: la Samp fa il bello e il cattivo tempo, collezionando e dilapidando occasioni. Belardi neutralizza una conclusione di Obiang dalla distanza al 47’, mentre due giri di lancette dopo è Renan a non inquadrare lo specchio tutto solo, sul cross dell’indomabile Eder. Al 53’ D’Alessandro in tackle si immola sulla conclusione a botta sicura di Foggia mentre, a stretto giro di posta, Pozzi, all’altezza del secondo palo, sul traversone di Munari, inzucca a lato. Pasticcia in fase di impostazione Emerson, che permette a Munari di presentarsi davanti a Belardi: il centrocampista blucerchiato spedisce fuori. Termina in rete, invece, il diagonale volante di Pozzi (60’), che su invenzione di Obiang impallina per la terza volta Belardi, archiviando la pratica. Iachini lo richiama dunque in panchina, inserendo al suo posto Pellè: il famelico attaccante, applauditissimo dai tifosi doriani, fa capire di non aver gradito il cambio.
GOL DELLA BANDIERA – Tira inevitabilmente i remi in barca la squadra ligure, mentre la Reggina trova il gol della bandiera con Melara, subentrato al posto di Campagnacci: sul cross basso di Rizzato, l’ex spallino sotto rete non sbaglia, realizzando il secondo centro in amaranto. Nel finale (86’) Breda concede al giovane Maicon, che entra al posto di Ceravolo, la gioia del debutto in serie B. Mentre Belardi vola per disinnescare il tiro a giro di Foggia, evitando il poker doriano.
E come ammetterà lo stesso portiere nel post gara, adesso rimane solo da «onorare la maglia e concludere dignitosamente il campionato».
