The show must go on. Ma perché?
L'Italia è il Paese delle contraddizioni, il Paese delle morti di Serie A e di Serie B. A livello generale, non solo nel calcio. Restando in ambito pallonaro, sabato 31 marzo, ore 15, Pescara-Bari si giocherà regolarmente. Dopo la scomparsa di Francesco Mancini, portiere lanciato nel calcio che conta da Zeman, nel Foggia. Un legame intenso, tanto che il boemo lo ha voluto preparatore dei portieri sia a Foggia (la scorsa stagione) che a Pescara (in quella corrente).
Venerdì, intorno alle 17, Mancini si è arreso, stroncato da un infarto a soli 43 anni. Poche ore dopo la rifinitura del Pescara, in vista della gara interna con i galletti.
Pescara-Bari si aprirà con un minuto di silenzio, forse ricco di applausi scroscianti da tutti i settori dell'Adriatico. Anche perché Mancini, partito da Matera, ha vestito la maglia del Bari (95 presenze tra il '97 e il 2000): entrambe le squadre scenderanno in campo con la il lutto al braccio. Ma perché non fermarsi?
Il comunicato diramato in serata dalla Lega evidenzia come "non sia stata espressa la richiesta relativa al rinvio della partita da parte delle squadre". Ma ne siamo sicuri? Può una squadra non rimanere scossa dalla scomparsa di un componente dello staff tecnico, ma prima di tutto di un uomo che vive con lei la quotidianità? Difficile, se non impossibile, che una richiesta di rinvio da parte del Pescara non sia partita.
Anche perché, nella stessa sera, Claudio Garzelli, direttore generale del Bari, ai microfoni di repubblica.it ha confermato la disponibilità del club biancorosso a rinviare la gara: «Franco Mancini è stata una bandiera del Bari, a cui tutti noi, società e tifosi eravamo legati. Come società comprendiamo lo stato d’animo del Pescara dopo questa tragedia e per questo siamo disponibili ad ogni soluzione. Ci rimettiamo alle scelte della Lega».
The show must go on. Nell'unico stadio veramente riempito in questo campionato. Il clima sarà inevitabilmente surreale.
Il buon senso resta sopito anche questa volta. Ovviamente è impensabile sospendere le partite ogni volta che una persona scompare. Ci sono, però, situazioni particolari. Come il 7 novembre 2011. Quando nemmeno la tragica alluvione di Genova riuscì a impedire alle televisione di spegnere le telecamere su Brescia-Sampdoria.
Se questo è sport, i suoi valori dove sono?
