Sgambetto Stoian, Reggina alla frutta
Alzi la mano chi ancora crede al sogno playoff. Alzi invece la mano chi ancora non abbia compreso i limiti strutturali - tecnici, per essere espliciti - di questa squadra. Nell’uno e nell’altro caso presumiamo che ad alzarla sia ormai una sparuta minoranza. Il lunch match della 30° giornata sa infatti di mezzo verdetto per una Reggina che ingenuamente si fa ammaliare dai manicaretti pugliesi. Il boccone amaro, per rimanere in metafore gastronomiche, è alla frutta, come d’altronde questa Reggina. A servire la mela avvelenata è Stoian nel finale. Considerando la battuta d’arresto del Varese, l’occasione era di quelle ghiotte, ma la Reggina ha scelto il menu sbagliato. E così è cascata. Cascando nella mediocrità della classifica, che vede gli amaranto noni, sempre a cinque lunghezze dai playoff. Per il momento meglio stare alla larga da questa parola, per evitare indigestioni.
REGGINA OFFSIDE – Problemi alla caviglia per Nicolas Viola: al suo posto, dentro De Rose. Ma la sorpresa, è il debutto di Armellino al posto di Castiglia. Mentre in avanti è Alessio Viola e non Ceravolo a far coppia con Ragusa (Bonazzoli ancora fermo ai box). La Reggina è attendista, il Bari prova a fare la partita. La prima palla gol arriva al 9’, con Zandrini che respinge un colpo di testa di Dos Santos, Garofalo spreca il tapin. Appena un minuto dopo, batti e ribatti nell’area amaranto e De Falco da due passi insacca, ma il centrocampista pugliese è in offside e l’arbitro annulla. La Reggina inizia a guadagnare metri, affidandosi a funambolico Alessio Viola, ma l’attacco non punge. Al 35’ è di Barillà il tentativo più pericoloso di marca amaranto: dal settore sinistro dell’area, il catonese fa partire un mancino che termina di poco a lato. Due minuti dopo, la doccia fredda per la squadra di Gregucci: Romizi scodella al centro, la linea difensiva amaranto si alza in ritardo, lasciando in gioco De Falco che, dimenticato da D’Alessandro, scarica sotto il sette. Sul finire del primo tempo Alessio Viola ci prova in acrobazia, ma Lamanna alza in corner.
ARMELLINO EROE SPRECONE – Subito un cambio nella ripresa: Gregucci richiama in panchina Freddi, inserendo Cosenza. Armellino prova a lasciare il segno al 47’, ma Lamanna si oppone alla sua conclusione. Ci riesce invece al 62’: Alessio Viola va via sull’out mancino, sul suo traversone l’ex Sorrento con un destro al volo non lascia scampo al portiere pugliese. Una volta raggiunto il pareggio, si esaurisce la spinta della Reggina, che sembra accontentarsi. Anche se a creare il presupposto per il raddoppio sono soprattutto gli amaranto, ancora con Armellino: il centrocampista di Vico Equense, servito da Ceravolo (subentrato al posto di Alessio Viola) tutto solo da ottima posizione spara a lato.
CODA AVVELENATA – Il pareggio sembra ormai l’inevitabile epilogo di una gara mediocre, tuttavia ai titoli di coda la Reggina combina la frittata: Garofalo sembra una freccia che squarcia la tenera difesa amaranto, penetra in area e va al cross trovando l’inzuccata di Bogliacino: Zandrini si stende e ci arriva, ma la palla rimane lì e per Stoian è un gioco da ragazzi insaccare. Prima del triplice fischio finale, Cosenza in piena area si ritrova la chance del pari, ma Lamanna vola sulla sua stoccata. Al Bari vanno dunque i tre punti, alla Reggina i rimpianti.
