REGGINA-VERONA - Cronaca e commento: un pareggio utile, ma qualcosa da rivedere...

02.02.2013 13:30 di  Giovanni Cimino   vedi letture
REGGINA-VERONA - Cronaca e commento: un pareggio utile, ma qualcosa da rivedere...
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© foto di Federico Gaetano

Dopo la conclusione della prima frazione di gioco, alzi la mano chi azzardava a scommettere qualche spicciolo su un pareggio della Reggina e su un Verona che avrebbe lasciato in bilico la partita sino a farsi raggiungere da una squadra che sembrava bella e spacciata e senza speranza di uscire indenne da uno scontro decisamente impari.

E invece, di riffa o di raffa, questa Reggina, già denominabile Di Michele-dipendente, ha in qualche modo sfruttato una autentica cappellata di una difesa scaligera quasi perfetta sin lì (oddio, il solitario Di Michele due occasionissime le ha avute..)e poi ha tentato di fare il colpaccio, sospinta dal fremito d'entusiasmo che ha attraversato il Granillo nei minuti finali.

LE FORMAZIONI - Dionigi sceglie la punta pesante Comi e lancia dal primo minuto Antonazzo, proponendo Hetemaj a centrocampo in luogo di Armellino. Mandorlini opta per un 4-3-3, lasciando Martinho in panchina e mettendo Jorginho in campo.

PRIMO TEMPO SENZA STORIA - Verona subito che fa la gara e costringe la Reggina ad un atteggiamento timido, anche se la squadra di Dionigi ci mette del suo, lasciando campo alla squadra di Mandorlini. 

Gli esterni gialloblù, hanno ampia libertà di scendere lungo la fascia, trovando ben pochi ostacoli. La prima opportunità arriva proprio da una discesa di Cacciatore, con Cacia che anticipa un Freddi in grandissimo imbarazzo e spizza la sfera, che termina di poco a lato alla destra di Baiocco.

Il copione della contesa si fa via via sempre più chiaro e lampante. Il Verona manovra e tende a schiacciare fisicamente una squadra che offre l'impressione di gracilità d'idee, la Reggina punta tutto, ma proprio tutto, sulla corsa inarrestabile di un monumentale Di Michele, una furia scatenata sul terreno di gioco. Il numero 9 amaranto, nobilita finalmente una maglia importante in una squadra di calcio, ed è in tutte le zone del campo: lotta, corre, pressa, tampona e argina e ci mette spesso la gamba per bloccare le manovre scaligere, si fa novanta metri di campo per ringhiare in faccia all'arbitro, tiene in appresione , da solo, tutta la terza linea ospite. Comi, invece, è ben lontano dalla porta, a pressare (assurdo ma vero) sui centrocampisti avversari, a svolgere compiti che ne limitano al 100% la possibilità di dare una mano al compagno di reparto: ma perché questo scempio?

Il Verona passa al 24esimo, quando Agostini, peraltro assolutamente libero di farlo, crossa alla perfezione verso il centro dell'area, Freddi fa un sonnellino e Cacia gli scappa dietro le spalle, battendo Baiocco: 0-1 Verona

La Reggina fatica a rispondere, i riforminenti per Di Michele sono spesso vacui, Colucci è menomato da una botta al ginocchio e l'unico centrocampista che verticalizza, si spegne per lasciare spazio a tanti passaggi in orizzontale, che sono decisamente insulsi.

Dopo un tiro-cross di Hallfredsson, che balla sulla traversa, minuto 39, è Di Michele a crearsi la prima, grandissima, occasione per gli amaranto. Densità all'ingresso dell'area di rigore scaligera, l'attaccante romano "sfonda" e si ritrova a cinque metri dalla rete difesa da Rafael, tira benissimo, ma il portiere brasiliano è un felino e ha un riflesso impressionate, evitando il pareggio dei padroni di casa. 

SECONDO TEMPO - La ripresa inizia sulla falsariga della prima. La Reggina prova ad alzare intensità e baricentro, ma trova un Verona prontissimo a ripartire, con un Hallfredsson che vale e spinge per due. La prima vera occasione della seconda frazione è però degli amaranto, con...il solito Di Michele, che tra una selva di gambe, trova il pertugio per colpire la traversa: la palla rimbalza al di qua della linea bianca e poi la difesa allontana. 

Al minuto 65, Dionigi mette in campo Bombagi al posto di Hetemaj, questo per dare maggiore qualità alla mediana, che avrebbe dovuto essere la fonte d'ispirazione principale per le punte.

Dopo un paio di traversoni di Rizzato, al 72esimo arriva il pareggio amaranto. Il Verona cala l'intensità della pressione e solo un pasticcio e un'intuizione da vero predatore d'area di rigore di Comi, permette alla Reggina di pareggiare: bellissimo lo stacco di testa dell'attaccante classe 1992, che ridicolizza Maietta e beffa Rafael, 1-1. L'habitat naturale di Comiè l'area di rigore, vero??

La Reggina offre l'impressione di spingerla per vincerla. Di Michele è assatanato, regala giocate e grandissimo spettacolo, come al 74esimo, quando va via a tre uomini e poi conclude con un debole pallonetto. Entrano anche Fischnaller e Armellino.

Al minuto 89, mezzo pasticcio Baiocco-Adejo, Cacia per poco non si procura il penalty. Successivamente, contropiede innescato da Di Michele, che però, esausto, apre l'apertura verso un compagno solo dalla corsia opposta. Al minuto 92, l'ultima emozione, con Rizzato checrossa in mezzo per Armellino, che invece di attaccare con decisione l'area, non ci crede e spreca tutto. 

IL COMMENTO - Questa gara ha lasciato nei tifosi un retrogusto sostanzialmente dolce.  Un pareggio quasi inaspettato, al cospetto di una squadra forte, superiore tre volte questa Reggina. Ma nel commentatore, non può che restare più di qualche dubbio. La squadra, pur con tutti i suoi limiti, non ha quella mentalità per far male all'avversaria di turno: lo scopo del calcio è segnare e se si relega Comi al ruolo di mastino, allora è evidente che qualche concetto non è chiaro. Nonostante Colucci, che non può essere considerato un regista, è chiaro che la mediana non aiuta un pur scintillante Di Michele, visto che spesso preferisce al verticalizzare, un gioco che non permette di alzare il baricentro. Evidente come sia Antonazzo che Rizzato, siano a questo punto essenziali per trovare nuove soluzioni: entrambi, devono trovare condizione al più presto . Insomma, non può andare sempre bene affidarsi a San Di Michele o a San Comi (se poi i Santi vengono lasciatio in purgatorio, non possono fare imiracoli...)...Il tempo stringe, la classifica, per ora, non perdona.