Quando la città volta le spalle alla società
Le false (ma comprensibili) speranze di Breda lasciano il tempo che trovano. Continuare a parlare di playoff dopo la sconfitta, comunque immeritata, di ieri è pura fantascienza: la Reggina, oggi a 54 punti, vincendo le restanti quattro gare arriverebbe a 66. Per giocarsi i playoff dovrebbe sperare che il Varese faccia al massimo 3 punti (in virtù degli scontri diretti, a quota 66 passerebbero i lombardi) e la Samp (che andrebbe battuta al Ferraris nel prossimo turno) non più di 5 nelle ultime tre partite. Il Padova dovrebbe farne massimo 8 (come col Varese, i veneti sono in vantaggio negli scontri diretti), mentre il Brescia al massimo 10 (qui, invece, sono gli amaranto a essere avanti visti i precedenti in campionato).
Il calcio è strano e ci sono tanti scontri diretti, ma una Reggina ai playoff in questo momento sconfina nell'assurdo.
Non è ancora tempo di bilanci, di giornate ne restano quattro. E i freddi numeri incarnano in sé valori oggettivi i 954 paganti di ieri (tra cui almeno 200 gialloblù) impongono una riflessione. La partita dell'anno, con il 24 giugno 2001 impresso nella memoria, non si è rivelata tale. Risultato a parte, l'affluenza è stata al di sotto delle attese, o meglio, al di sotto delle speranze.
In un giorno festivo, per giunta serale, dei 30.000 compatti a difendere la Serie A, ormai undici fa, nemmeno l'ombra. Riempire il Granillo sarebbe stata pura utopia, ma in altri tempi una partita del genere avrebbe avuto sicuramente ben altro fascino in città.
E' evidente come la gestione non abbia convinto ancora una volta: anche nell'anno del -11, poche presenze rispetto all'impresa. La stagione con Novellino in panchina ha dato la mazzata finale, con la sola eccezione dei 20.000 presenti nell'andata playoff contro il Novara. Come ricordato ieri dagli sbeffeggianti tifosi ospiti, quelli amaranto sono "sempre di meno".
All'orizzonte c'è un altro anno di B, con un tifo che potrebbe essere ancora più distante. Se, come detto da Belardi, la Reggina nella serie cadetta non è una squadra come le altre, forse è proprio questo il problema. Non sembra più esserci entusiasmo, e tocca alla società ricrearlo. Con un progetto chiaro, prima di tutto dal punto di vista tecnico.
Si deve avere la forza di ripartire: se questa squadra è stata ritenuta dal presidente Foti come la seconda per potenzialità dietro al Torino, allora l'annata è decisamente fallimentare. Sia dal punto di vista dei risultati, sia dal punto di vista della resa dei calciatori o di chi li ha valutati. Perché tra il Torino e la Reggina, attualmente, ci sono 19 punti e sette squadre. L'obiettivo playoff è quasi fallito, potrebbe sfumare matematicamente in caso di ko a Genova. Altra partita che meriterebbe di essere vendicata sul campo. Ma a qualcuno, forse, non importa più. Bisognerebbe capirne il perché. E ripartire, a livello generale, rigenerando entusiasmo in città. Perché ieri, la risposta della città c'è stata: i circa 700 paganti reggini rappresentano, da questo punto di vista, la sconfitta più pesante per la società amaranto.
