Nessuno (per ora) lo può giudicare

12.01.2012 22:45 di  Simone Vazzana   vedi letture
Nessuno (per ora) lo può giudicare
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca

Di certo, non si può dire di aver vissuto un deja vu. In sala stampa, Angelo Gregucci è apparso decisamente più spigliato di Roberto Breda, sicuramente più schietto. Il linguaggio colorito, all’apparenza un po’ guascone (nel senso positivo del termine), aiuta a far passare i concetti e a creare una sorta di empatia tra lui e chi ascolta. Dopo soli quattro giorni di allenamento, di cui due a porte aperte, è impossibile dare giudizi e fare previsioni. Anche guardando il curriculum. Come sempre, parlerà il campo.

La Reggina, da un paio di mesi a questi parte, ha balbettato parecchio. Entrare in corsa è complicato, inculcare nuovi dettami in quasi 30 teste lo è ancora di più. Insomma, anche dopo la partita di Modena, la Reggina che ne risulterà sarà inevitabilmente legata a quella di Breda. Magari non dal punto di vista psicologico-motivazionale, è chiaro: un esonero, soprattutto in questo caso, porta nuove energie mentali. Tatticamente, però, è impossibile aspettarsi che la squadra risponda subito in maniera ottimale alle esigenze del nuovo tecnico.

I risultati di un allenatore non si possono misurare a spanne, serve tempo. Ecco perché entrare in corsa è sempre difficile: ci sono sì dei vantaggi, legati,come detto prima, a un’iniezione emotiva fatta allo spogliatoio. Gli svantaggi, di contro, sono diversi: innanzitutto la posizione di classifica. La Reggina, anche se negli ultimi due mesi ha avuto una media da retrocessione, è pur sempre sesta. Quindi, nei playoff. Ora inizia un girone di ritorno e, ragionando ad ampio raggio, Gregucci ha tutto da perdere.

Gli va dato tempo, anche se nel calcio il tempo è stretto. Legittimo aspettarsi un’inversione di rotta nell’approccio e nella gestione della gara, e forse esordire fuori casa, in queste circostanze, è la cosa migliore. Le pressioni pesano meno.

L’idea di calcio di Gregucci, emersa dalle sue parole rilasciate in queste conferenze stampa ravvicinata (presentazione e vigilia di Modena-Reggina), è semplicissima. Squadra corta, in grado di difendere in undici e di attaccare in undici. Sul piano teorico, il ragionamento fila e non fa una grinza. Ma, appunto, sarà come sempre il campo a giudicare senza pietà.

Tatticamente, per esigenze aziendali e tempistiche, si ripartirà pressoché certamente dalla difesa a tre: in pochi allenamenti è impensabile snaturare un lavoro, quello di Breda, iniziato da luglio e portato avanti per mesi. A Modena, inevitabilmente, ci sarà ancora l’aurea del tecnico veneto. Dal punto di vista della partecipazione emotiva, invece, Gregucci è ben altra pasta rispetto al predecessore. Gli amanti delle “strigliate” a partita in corso, quindi, dovrebbero essere accontentati.

Alla fine, però, l’occhio cadrà sul risultato: sia esso positivo o negativo, i giudizi saranno da rinviare ancora. Ce lo insegna il passato. Proprio contro il Modena, nella stagione 2002-2003 esordì a campionato iniziato Gigi De Canio, subentrato a Mutti a novembre. Finì 0-1 per il Modena (10 novembre 2002), con gol dell’indimenticato ex, Pasino. Poi arrivò una seconda sconfitta sette giorni dopo, a Empoli (4-2, tripletta di Di Natale). La Serie A non è la Serie B: quell’anno, De Canio si salvò in casa. Ma la sua impronta s’inizio a vedere poco prima della sosta natalizia (almeno in termini di risultati). Quindi, un mese dopo il suo insediamento.

In tutto questo, la sessione di mercato non aiuta. Gregucci dovrà essere doppiamente bravo. E persuasivo: l’appuntamento con Foti, per valutare eventuali rinforzi (che servono), è rinviato alla prossima settimana. Col Modena, alla luce di quanto detto, sarà una sorta di prologo. Per provare a intuire l’epilogo, però, bisognerà per forza leggere un po’ di capitoli. Solo allora si potrà giudicare: perché, rispolverando Oscar Wilde, “i libri sono scritti bene, o scritti male. Questo è tutto”.