Nervosismo, tre rossi e un pari tra Reggina e Crotone. E la beffa finale sa di condanna per gli amaranto...

14.04.2012 20:06 di  Danilo Mancuso   vedi letture
Nervosismo, tre rossi e un pari tra Reggina e Crotone. E la beffa finale sa di condanna per gli amaranto...
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© foto di Federico De Luca

Per chi crede nel destino, il colpo di testa con cui Pettinari ha regalato il pari al Crotone al 92’ rappresenta più di un segnale. Un segnale che questi playoff «non s’hanno da fare». E la beffa finale rappresenta la beffa di un’intera stagione. Reggina che, nonostante le difficoltà ormai intrinseche alla squadra amaranto, passa in vantaggio allo scadere del primo tempo con Angella. Nella ripresa, rimane in inferiorità numerica, ma si batte come farebbero quei due guerrieri di bronzo griffati sulle magliette. E al fotofinish, quando sembrano già in cascina i tre punti che permetterebbero di ridurre a sei le lunghezze dalla zona playoff, spunta Pettinari che, indisturbato, regala il pari ai “cugini” del Crotone, in un certo senso “risarciti” del punto sottratto loro in settimana dalla Commissione Disciplinare.

LE FORMAZIONI – Due le sorprese nell’undici amaranto: c’è Alessio Viola al fianco di Bonazzoli in attacco, mentre a centrocampo Gregucci – il tecnico amaranto, squalificato, viene sostituito da Luigi Genovese in panchina – sceglie Armellino al posto di Nicolas Viola, con Rizzo a fare da play davanti alla difesa e Barillà sul centro-sinistra. Confermata per il resto la squadra reduce dal nubifragio dell’Olimpico, con Cosenza al posto dello squalificato Emerson al centro della difesa, Freddi e Angella ai suoi lati davanti al portiere Belardi, Ragusa e Rizzato sugli esterni.

Sull’altro fronte Drago non snatura l’atteggiamento tattico che sta facendo le fortune dei pitagorici, quel 4-2-3-1 che esalta il dinamismo di giocatori come Florenzi, Gabionetta e Sansone, disposti sulla trequarti a sostegno della punta Calil.

L’INZUCCATA VINCENTE – Gabionetta al “Granillo” fa vedere sempre cose interessanti. Due anni fa, con Lerda in panchina, mostrava numeri d’alta classe. Oggi mostra subito di essere tra i più in palla, e dopo appena 2’ prova a pungere, convergendo dalla destra verso il centro e andando al tiro: buona l’azione, ma c’è da aggiustare la mira. Più ghiotta l’occasione di marca amaranto al 4’: sul corner battuto da Barillà, la conclusione sporca di Cosenza diventa un invito a nozze per Angella, che tutto solo non inquadra lo specchio. Botta e risposta: Calil si libera al tiro dal limite, Belardi non è impeccabile nello stile, ma efficace nel rifugiarsi in angolo. Sfortunato Mazzotta, che dopo appena 8’ deve dare forfait: al suo posto dentro Maiello, che si dispone a centrocampo, mentre a fare il terzino sinistro va Galardo. Al 19’ secondo tentativo di Gabionetta, che combina con Calil e va al tiro: diagonale a lato. Andrebbe invece in fondo al sacco il tiro a botta sicura di Bonazzoli al 26’, se Abbruzzese non deviasse la sua conclusione su invito di Rizzato. I ritmi sono gradevoli, ma gli amaranto certo non ammaliano il pubblico di casa per organizzazione di gioco. Piuttosto, si rendono pericolosi su corner. È proprio da un angolo che, al 47’, gli amaranto sbloccano il match: Barillà dalla bandierina pesca Angella, che si sgancia dalle marcature avversarie e di testa deposita in rete. Reggina avanti e squadre negli spogliatoi.

ROSSI PER CASO – Sorpresa al rientro in campo, quando le due squadre si presentano in dieci: Cosenza e Gabionetta vengono infatti sanzionati col rosso per qualche spintarella di troppo nel sottopassaggio. Nella Reggina entra quindi Antonio Marino al posto di Alessio Viola. Spunto di Calil tra le fila dei pitagorici: il brasiliano si beve mezza difesa e va al tiro dal limite, palla di poco alla sinistra di Belardi. Al 52’ gli amaranto rimangono in nove: Bonazzoli riceve una manata da Abbruzzese, l’arbitro fa proseguire e fa infuriare il capitano amaranto, che protesta con l’assistente di gara; quest’ultimo richiama subito l’attenzione di Merchiori, che non ci pensa due volte a sventolare in faccia a Bonazzoli il terzo rosso di un match fin lì tranquillo.

L’INZUCCATA BEFFARDA – Drago inserisce De Giorgio al posto di Correia, poi Pettinari al posto di un evanescente Sansone. In inferiorità numerica, comunque, gli amaranto si disimpegnano meglio dei cugini, cercando di sfruttare le ripartenze con Ragusa, unica punta rimasta in campo. Solo in un’occasione i pitagorici sfiorano il pari, con un’incornata di Pettinari su cross da punizione di De Giorgio: Belardi è bravo a non farsi sorprendere. La squadra di casa si difende coi denti, Campagnacci e Colombo, subentrati rispettivamente all’80’ e all’87’ al posto di Ragusa e Barillà, portano forze fresche. Quando Belardi vola per sventare una conclusione di Florenzi al 90’ sembra scampato l’ultimo pericolo. Ma, al 93’, la difesa amaranto si addormenta fatalmente sul lancio lungo di Galardo, che trova Pettinari: inzuccata precisa e beffarda, Belardi immobile e palla in rete. Doccia fredda per il “Granillo”, festa per i pitagorici. Poi dolore e sconcerto per tutti…