La solitudine dei numeri primi: istituzioni assenti al Botteghelle
Difficile comprenderne i motivi, in questi casi a farsi strada è il sorriso amaro. Oggi, Reggio Calabria mostra due volti ben distinti: il primo è quello delle centinaia di persone accorse al Palabotteghelle per assistere a gara-1 della finale Scudetto (!) tra Pro Reggina e Real Statte; l'altro, invece, è un volto che non c'è. E' quello delle istituzioni, totalmente assenti in occasione dell'ultima sfida casalinga della stagione per le ragazze di Enzo Tramontana.
Il Real Statte, squadra di Taranto sponsorizzata dall'Italcave, si è presentata a Reggio con diversi bus per squadra, staff e tifosi. Palmares ricco, con scudetti e coppe varie a riempire le bacheche. Questa la differenza principale tra la Pro Reggina e tutte le squadre affrontata in questo primo, storico, campionato di Serie A.
Nessuna società sportiva, in nessuna disciplina, quest'anno ha disputato il corrispondente campionato di massima serie. Reggina, San Giorgio Rugby e Sport Village Catona hanno disputato (o stanno ancora disputando) il campionato cadetto.
Il Palabotteghelle, fino a oggi, è stato sempre semideserto. La Pro Reggina, prima dell'anno scorso, non ha trovato spazio nemmeno tra i media. Opportuno fare un doveroso mea culpa: ma chi ha imparato a battersi il petto in questi mesi, deve anche puntare il dito nei confronti di chi, la Pro Reggina, l'ha semplicemente snobbata.
Per capire meglio la gravità della situazione si può fare un esempio. Che, in sé, ha dell'assurdo: ipotizzate una Reggina prima in Serie A, all'esordio nel massimo campionato, a una giornata dalla fine. Riceve la Juventus, seconda classifica, pari punti. Chi vince, è Campione d'Italia. Le istituzioni sarebbero assenti in tribuna? La risposta vien da sé: no, niet, nein. Categorico.
Nessun rappresentante del comune (assessore allo sport?), della provincia o della regione avvistato dalle 18 al Botteghelle. Impianto abusato da una quantità infinita di società di discipline diverse. Ma questa è un'altra storia.
Certo, non si è in periodo di elezioni e quindi è impossibile pretendere, in Italia (in generale), le varie autorità. Ma la Pro Reggina è una società di Reggio Calabria, composta esclusivamente da ragazze nate in città o in provincia. In un campionato dove, chi gioca, lo fa per lavoro, e le brasiliane sono una componente normale.
La Pro Reggina è l'eccezione che conferma la regola: con soldi zero, si possono sfidare realtà imponenti. Reggina-Juventus, in questo caso non rende l'idea. Meglio Reggina-Real Madrid.
La società amaranto ha chiesto invano diversi aiuti alle istituzioni, che tra silenzi e promesse non mantenute ha ignorato questa realtà. Forse, per domenica prossima, ci sarà a disposizione di Tramontana e delle sue ragazze un bus per la trasferta di Taranto. Un contentino che sa di carità, da chi oggi al Botteghelle nemmeno c'era. E che sbandiera in lungo e in largo il fatto di essere, nel 2013, Città Europea dello Sport. Una contraddizione spaventosa.
Quest'anno, la Pro Reggina ha rappresentato la città e la Calabria in tutta Italia. Avrebbe meritato meno indifferenza e più rispetto. La città, anche se in ritardo, finalmente ha risposto. Altri, invece, no.
Oggi, contro il Real Statte, a perdere non sono state le ragazze amaranto.
