La Reggina, Missiroli e il concetto di banana
Parafrasando Elio & le storie tese, la Serie A si basa sul concetto di campione. La Serie B, invece, sul concetto del piede a banana.
Simone Missiroli è indubbiamente l’eccezione: le sue giocate hanno strappato elogi positivi a tutti gli addetti ai lavori, da Sky alla stampa locale. Capitano in seconda, dietro Bonazzoli, cresciuto e affermatosi nella Reggina. L’anno scorso fu tra i principali artefici della cavalcata nel girone d’andata, poi ceduto al Cagliari in A. Dopo il mancato riscatto da parte di Cellino, Missiroli si è ritrovato in B. Spiazzato? Macché: 20 partite giocate sulle 20 totali, 1737 minuti disputati (sui 1800 totali). Ben 7 gol fatti (capocannoniere della squadra), assist a ripetizione. Tornando a Elio, se vuoi salire in A la ricetta è semplice: i gregari sono importanti, ma è la qualità che ti permette di fare la differenza. Quella che Missiroli ha fatto in queste 20 partite.
Classifica alla mano, la Reggina è ancora lì. A giocarsi un posto al sole. Nonostante le ultime uscite, decisamente in flessione rispetto alla prima parte di stagione. Il Sassuolo anche: dare via un giocatore di qualità a una diretta concorrente è di difficile comprensione. Sassuolo che, tra l'altro, ha appena acquistato Troianiello, esterno che sarà presentato alla stampa il 4 gennaio.
Eppure il concetto di banana sembrava essere stato adottato anche dai vertici amaranto.
27 DICEMBRE 2011
Nemmeno una settimana fa, sulle colonne di Gazzetta del Sud, Simone Giacchetta si esprimeva così:
«[…] Certo è che 27 calciatori sono davvero tanti. Mettono in difficoltà lo stesso tecnico. L'organico ideale è di 22- 23 calciatori. […] Missiroli è un calciatore di grande importanza per questa squadra. Fra l'altro è cresciuto tantissimo anche come uomo oltre che come atleta. Credo che sia difficile privarsi di uno come lui. Dovremmo avere grandi certezze anche sul suo futuro».
A questo punto c’è da consultare qualche indovino, perché le profetiche (all’inverso, come spesso accade durante il calciomercato) parole di Giacchetta sono state usate anche per Bonazzoli: «Contiamo tanto su di lui».
31 OTTOBRE 2011
Scaviamo a ritroso. Durante Tribuna Amaranto, trasmissione condotta da Michele Favano, interviene telefonicamente il direttore Giacchetta:
«Non è nemmeno vero che anche su Missiroli non mi sia mai espresso con elogi. Quello che sta facendo in campo è sotto gli occhi di tutti. Questo è un lavoro in cui contano di più i fatti e non le parole. Fino ad oggi è stato un giocatore importantissimo, non solo per noi ma in questa categoria».
19 SETTEMBRE 2011
Stesso canale di informazione, un mese e mezzo prima. In verità, proprio in questa occasione il direttore aveva ridimensionato le abilità e l'apporto di Missiroli. Riferendosi alla stagione precedente, con Atzori in panchina.
«L’anno scorso con la partenza di Missiroli la squadra non ha perso forza e consistenza».
Chi scrive ha mostrato dissenso per quell’affermazione. Di seguito, la risposta del direttore:
«Intanto sono arrivato ai playoff e li ho persi male: la squadra non si è indebolita. Venderlo a gennaio? No, no…».
Per dovere di cronaca:
- Con Missiroli, 34 punti in 23 partite (1,48 punti a partita; 26 gol fatti - 23 subiti)
- Senza Missiroli, 27 punti in 19 partite (1,42 punti a partita; 20 gol fatti - 17 subiti)
24 OTTOBRE 2011
Foti, invece, la cessione di Missiroli l'aveva già anticipata due mesi prima. Sempre a Tribuna amaranto, l’intervento del presidente:
«Missiroli via a gennaio? La Reggina è un'azienda che deve portare avanti e far quadrare conti e bilanci. Siamo coscienti dei nostri valori e il nostro obiettivo è quello di rendere più forte questa squadra, a prescindere dall'impiego dell'uno e dell'altro».
Stagione 2006-2007, Reggina strapenalizzata dopo Calciopoli. Leon fa dannare le difese di mezza Serie A, Foti lo cede a gennaio senza consultarsi con il tecnico, Walter Mazzarri. Ma regalandogli Vigiani e Foggia.
Sperare in un rimpiazzo all'altezza? Al tifoso resta solo questo. La vicenda Lodi relativa allo scorso anno, inseguito e poi non acquistato (per ciò che concerneva la metà del cartellino in possesso al Frosinone), ha segnato parecchio il popolo amaranto (questa volta si darà spazio a Sarno?).. Che vide andare via il centrocampista di Gallina nell'anno dello slogan "Amaranto si nasce". I playoff, è vero, arrivarono. Così come è vero che al posto di Missiroli non arrivarono Foggia o Vigiani o Lodi. Arrivò De Rose. Che è si un gregario, ma non è un giocatore di qualità tecniche importanti. Quelle che, insieme alla fisicità e all'atleticità che De Rose è in grado di garantire, permettono a una società di giocare in quel campionato che si basa sul concetto di campione. E non sul concetto di banana.
Sulla cui buccia, per inciso, capita spesso di scivolare.
