IL BREDA BIS RIPARTE DA UN POKER - A Nocera Reggina non bella ma efficace, tra ambizioni e rimpianti...
Una vittoria per il Moro. Una vittoria per ripartire e sperare. Inizia come meglio non potrebbe l’era del “Breda bis”. Sembra tornata la Reggina dello scorso ottobre, quella squadra capace di inanellare quattro vittorie consecutive. Nulla di trascendentale, intendiamoci. Breda ha proseguito il lavoro da dove era stato obbligato a interromperlo, con quel machiavellico “difesa e contropiede”, brutto da vedere ma efficace, e funzionale al valore della squadra. Una precisazione doverosa: il risultato finale – 0-4 per gli amaranto – nelle proporzioni è bugiardo. La gara è stata infatti in bilico fino al raddoppio di Melara all’80’. Ma agli amaranto va dato atto di aver tenuto botta e di aver concretizzato cinicamente. E mentre le dirette concorrenti zoppicano, la Reggina riduce a cinque le lunghezze dalla zona playoff, riaccendendo le speranze ma, al contempo, acuendo i rimpianti e sottolineando con la matita rossa i reiterati errori della società.
L’UOVO DI COLOMBO – Riprende da dove aveva cominciato – si diceva – Roberto Breda. E come aveva annunciato in conferenza stampa, non cambia nella sostanza la base tattica, ma gli interpreti. Anche se la mossa a sorpresa relativa all’inserimento di Colombo come interno di centrocampo, fa scattare altre alchimie tattiche in base alle marcature e alle fasi di gioco: dal 5-3-2 al 4-4-2, in talune circostanze. Davanti a Belardi agiscono dunque Freddi, Angella e Marino, D’Alessandro e Rizzato i terzini. Rizzo e Barillà completano la mediana, Alessio Viola-Ragusa in tandem offensivo. La Nocerina risponde col 4-3-3: a Farias, Castaldo e Catania è affidato il compito di far male agli amaranto.
QUESTIONE DI RIGORE – La sfida si preannuncia tutt’altro che tambureggiante e spettacolare nella prima mezz’ora di gioco. Inoperosi i due portieri e le due uniche conclusioni, una per parte – quella di Barusso su punizione al 9’ e quella di Barillà dalla distanza al 23’ –, terminano fuori dallo specchio. Al 35’ l’episodio che sblocca il match: Alessio Viola sguscia in area su suggerimento di Angella, Di Maio lo stende, l’arbitro concede agli amaranto il rigore, trasformato dallo stesso numero 10, che dedica il gol a Morosini, mostrando la scritta “Ciao Moro”, presente oggi sulle maglie di entrambe le squadre. Prima del rientro negli spogliatoi, la Reggina rischia prima di realizzare il raddoppio, con Angella che su corner di Barillà incorna di poco a lato, poi di subire il pari. Calvarese pareggia infatti il conto dei rigori, concedendo un generosissimo penalty ai molossi per una presunta trattenuta di Freddi su Catania. Ma Belardi torna il "para rigori" ammirato in riva allo Stretto, neutralizzando il non impeccabile tiro di Farias dagli undici metri.
REGGINA IN TRINCEA – Dentro Merino, fuori Mingazzini: questa la mossa di Auteri nella ripresa. Il tecnico campano dovrà bruciare il secondo cambio 5’ dopo: Pomante dà forfait e lascia il posto a Bolzan. Nocerina all’arrembaggio alla ricerca del pari, che per un soffio non arriva su un colpo di testa di Di Maio su corner. La Reggina rincula invece dietro la sua “maginot”, tenendo botta alle incursioni molosse. Farias al 59’ prova a farsi perdonare l’errore dal dischetto, ma la sua conclusione non ha i giri giusti. Poi inizia il valzer dei cambi: Breda inserisce Armellino al posto di Colombo, Auteri si gioca l’ultima carta, inserendo Parola al posto di Barusso. Al 71’ e al 75’ fanno invece il loro ingresso in campo Ceravolo e Melara, che entrano rispettivamente al posto di Ragusa e Alessio Viola.
LA REGGINA DILAGA – Evidente l’intenzione da parte del tecnico amaranto di giocarsela in ripartenza. E all’80’ la Reggina colpisce proprio col neo entrato Melara in contropiede: Barillà protegge la palla in area e premia l’inserimento dell’ex spallino, che trova la stoccata alla sinistra di Concetti. La Nocerina molla la presa e gli amaranto, nel finale, dilagano. Lo fanno con due contropiedi finalizzati alla perfezione da Ceravolo, che al 91’, lanciato da Barillà, converge dalla sinistra verso il centro, fulminando Concetti in diagonale, e al 97’, innescato da un tacco dello stesso Barillà, elude il portiere campano con uno scavetto, realizzando il suo decimo gol in campionato.
«Belle e positive» le risposte della squadra amaranto per Breda, che si prende una bella soddisfazione. Anche se già da domani dovrà pensare al recupero della gara col Toro.
