E' una questione di qualità
Tutti gli allenatori che lo hanno affrontato e tutti i giocatori che ha allenato lo definiscono Maestro. E allora il recupero di venerdì non può che essere definito come un esame di riparazione per la Reggina: non giocheranno tutte e c'è da dare una risposta ai tifosi amaranto dopo la sconfitta di Castellammare.
Il non-gioco mostrato sul sintetico del Menti è sinonimo di un clamoroso passo indietro da parte della squadra. Gregucci ha azzardato delle modifiche che, sul campo, non hanno minimamente reso. Tant'è che gli amaranto sono stati macinati sulle fasce e al centro, subendo tanto e rendendosi pericolosi solo sui piazzati. Quando perdi e il tuo portiere risulta il migliore in campo, significa che qualcosa è andato storto.
L'esame è tra i più complicati della sessione: sia perché il Pescara non perde dal 10 dicembre (6 vittorie di fila e un pari, nell'ultima giornata, con l'Albinoleffe), sia perché, all'Adriatico, i tifosi biancoazzurri hanno visto i loro beniamini vincere sempre, tranne che in due occasioni: contro il Padova (1-1, 12 novembre) e contro il Grosseto (1-2 per i maremmani, 3 dicembre). In 12 gare casalinghe, quindi, 10 successi: 29 i gol fatti, 13 quelli subiti. Altro che difesa distratta, almeno, all'Adriatico.
Dall'altra parte la Reggina, che in trasferta non vince dal 29 ottobre (0-3 al Brescia): da allora, 5 pareggi (2 con Gregucci) e 3 sconfitte (una, quella di Castellammare, con l'attuale tecnico in panchina). Delle prime 14 squadre, la Reggina è quella (insieme alla Juve Stabia) ad aver vinto di meno lontano da casa (3 volte). E adesso serve una svolta.
Questo esame ci dirà, in parte, cosa vorrà fare la Reggina da grande. Perché, oltre alla trasferta di Pescara, gli amaranto avranno fuori casa tutti gli scontri diretti con le big: nell'ordine, Bari-Varese-Torino-Sampdoria-Sassuolo. Per una squadra che in trasferta fatica a imporsi, il calendario sembra un nemico aggiunto.
I playoff, su cui il presidente Foti insiste, sono lontani 6 punti. In caso di vittoria, gli amaranto si porterebbero a 3 dal Varese, 6°, e a 4 dal Padova, che però deve recuperare la gara con il Modena.
A Pescara, venerdì, passerà un treno: la Reggina, Gregucci in testa, dovrà essere brava nel prenderlo al volo. A Castellammare sono balzati all'occhio tutti i difetti di questa squadra, soprattutto in difesa e in mezzo al campo. In rosa, le alternative ci sono: qualcuno è stato messo da parte, qualcuno gioca da mesi senza un attimo per rifiatare. Uno stravolgimento sarebbe errato, perché la squadra ha bisogno di avere un'identità, in grado di garantire equilibrio e pericolosità. Ma in organico ci sono degli elementi di qualità, che in questo momento potrebbero dare maggiore solidità.
Il 5-4-1 contro la Juve Stabia probabilmente è stato già bocciato: ma per battere la banda Zeman servirà qualcosa in più di un mero cambio di modulo. Il presidente Foti ha detto una cosa giusta nel post partita campano: tocca a Gregucci dare la scossa. A lui. E a nessun altro.
Perché nel calcio contano sì le motivazioni, soprattutto in Serie B, ma alla fine vince chi mette in campo la qualità.
