BRESCIA SPRECONE, REGGINA COL CUORE - Belardi tiene in vita gli amaranto, Bonazzoli al fotofinish usa la testa
Squadra e tecnico che ringraziano e vengono a loro volta applauditi sotto la Sud è un’immagine che non si vedeva da tempo. Nonostante la Reggina abbia dilapidato l’ennesima chance per riagganciare il treno playoff. Serviva infatti una vittoria alla squadra amaranto, considerati gli stop di Padova e Varese. E la vittoria non è arrivata. Ma per come si erano messe le cose – con la Reggina che si fa bucare da Jonathas e rimane in dieci dal 36’ per l’espulsione di Emerson –, il pari, firmato nel finale da Bonazzoli, rende meno amara la serata del Granillo, che aveva tutte le premesse per diventare un altro “Monday night” versione patavina. I supporter della Sud mettono così le disilluse ambizioni playoff nel cassetto, apprezzando gli sforzi di una squadra, quella di Gregucci, che nonostante i limiti e l’inferiorità numerica ci ha creduto fino alla fine, acciuffando il pari.
BELARDI ALL’ESORDIO – Omaggi particolari, comunque, i tifosi li avranno riservati ad Emanuele Belardi. Gregucci sceglie infatti il portiere campano piuttosto che Zandrini, e il suo ritorno tra i pali amaranto è condito da tanti interventi decisivi. Per il resto Gregucci deve fare di necessità virtù, viste le numerose defezioni. Il tecnico amaranto torna all’antico, scegliendo il 5-3-2. Spazio dunque a Cosenza, Emerson e Angella nel trio difensivo, con Colombo a destra e Rizzato a sinistra. In mediana, il recuperato Rizzo viene proposto in cabina di regia, con Armellino e Barillà ai suoi lati. In attacco, torna la coppia Campagnacci-Bonazzoli.
Modulo speculare per il Brescia. Calori propone Zoboli, De Maio e Caldirola in difesa. A destra c’è Zambelli, Daprelà sull’out mancino. Rossi, Salamon e Vass in mediana. Il talentuoso El Kaddouri in appoggio di Jonathas nel reparto offensivo.
PORTA VUOTA – È una Reggina volenterosa quella della prima fase del match. I padroni di casa provano a fare la partita, ma un Brescia compatto e ordinato, col tipico atteggiamento da trasferta, concede poco o nulla. La prima occasione di marca amaranto di una certa rilevanza arriva al 12’, quando Barillà incoccia di testa un traversone di Campagnacci dalla trequarti, ma non inquadra lo specchio. La buona volontà però non basta, la squadra di Gregucci non riesce ad alzare i ritmi e dietro si fa infilare con una facilità disarmante. È infatti il 25’ quando il Brescia, alla sua prima vera chance, sblocca il match: il diagonale di Zambelli dalla distanza attraversa l’area, nessuno interviene, Daprelà recupera la sfera dal fondo e pesca nell’area piccola Jonathas, che, solo soletto, realizza il suo 14esimo sigillo in campionato.
GOL ANNULLATO E ROSSO – Il Brescia tuona ancora con un destro largo di Salamon, poi c'è il ritorno della Reggina, che al 32’ perviene al pari, non convalidato da Giacomelli: sugli sviluppi di un corner, si alza un campanile, sul quale si avventa Bonazzoli, che va a contatto con Arcari. La palla arriva ad Angella che al volo gonfia la rete, ma il direttore di gara vede una carica del capitano amaranto sul portiere bresciano. Il pubblico si infiamma, ma è solo l’antipasto. Perché, 4’ dopo, Giacomelli sventola il rosso in faccia a Emerson, punendo la sua entrataccia su Rossi. Pubblico inferocito, Reggina in dieci: Gregucci non cambia nulla, si passa al 4-3-2. La Reggina rientra così negli spogliatoi, dopo aver scongiurato il rischio del doppio svantaggio, grazie un grande intervento di Belardi su Zoboli.
BRESCIA SCIUPONE – Con la Reggina in inferiorità numerica e in difficoltà, il Brescia potrebbe davvero chiuderla e dilagare. Ma la squadra di Calori si rivela sciupona, per usare un eufemismo. Al 50’ è Rossi a sprecare la prima chance di raddoppio della ripresa: da ottima posizione dentro l’area, l’ex vicentino calcia alto. Due minuti dopo, il calcio piazzato di Jonathas aggira la barriera e si spegne di poco a lato. Ancor più ghiotta l’occasione del 57’: El Kaddouri si invola in contropiede, salta Colombo, entra in area e serve Rossi, che ancora una volta, a porta sguarnita, non trova la mira giusta.
Gregucci opera il primo cambio, inserendo Melara per Colombo. Poi arriva il turno di Alessio Viola, che entra al posto di Campagnacci. La Reggina ci prova prima con Bonazzoli (60’), che si libera al tiro dal limite, Arcari neutralizza; successivamente (71’) , è Barillà a provarci su punizione, non inquadrando la porta col mancino. La squadra amaranto al 76’ concede un altro contropiede, non sfruttato al meglio da Piovaccari, che, subentrato al posto di Rossi, da ottima posizione, sceglie di calciare piuttosto che servire i compagni liberi in mezzo, trovando l’opposizione di Belardi. La Reggina si rende pericolosa sui corner, prima con Melara (che per due volte non riesce a incornare verso lo specchio), poi con Piovaccari, che rischia l’autogol. Sugli sviluppi dell’angolo, batti e ribatti nell’area lombarda, il Brescia si invola in contropiede (81’), ma El Kaddouri si fa iptonizzare da Belardi, super ad opporsi col piede al diagonale del belga. E superlativo anche 3’ dopo su Piovaccari, il cui tiro da posizione ravvicinato viene ribattuto.
BONAZZOLI CASTIGATORE – Gregucci all’85’ si gioca la carta Montiel, al posto di Rizzo. Belardi mette un pezza su un altro tiro di Jonathas, che non riesce ad approfittare di un disimpegno errato di Angella. A questo punto, si concretizza la più vetusta legge del calcio: gol sbagliato, gol subito. Bonazzoli castiga infatti un Brescia poco cinico, anticipando Arcari di testa su traversone di Rizzato. Nell’extra-time, Alessio Viola va giù in area, Giacomelli lascia correre, poi arriva il triplice fischio finale. Col Granillo che si compatta di fronte alle decisioni del direttore di gara e di fronte alla generosità della squadra amaranto. Che va a meno cinque dal sesto posto. Ma questa è un’altra storia…
