VICENZA/ Con la Reggina, la nuova proprietà?
Siamo al dunque. Nei prossimi giorni il futuro del club biancorosso avrà comunque una svolta. Gli scenari possibili sono ancora tre, anche se c'è una soluzione sicuramente più probabile delle altre ed è quella che il Giornale di Vicenza ha rivelato ieri: l'acquisizione della maggioranza delle quote da parte del gruppo di cui è emissario il vicentino Massimo Masolo.
Dopo il servizio pubblicato sulle nostre pagine, ieri i diretti interessati, come era anche logico prevedere nell'imminenza della possibile svolta, sono rimasti piuttosto abbottonati. Sergio Cassingena per esempio ha dichiarato che «non ci sono accordi nè firme e impegni sottoscritti a subentrare nelle fideiussioni». Dichiarazioni che a ben vedere non fanno che fotografare, comprensibilmente dal punto di vista del presidente, la situazione di oggi. Ma non per questo si sono fermate le operazioni legate al possibile passaggio di proprietà del Vicenza.
Gli scenari possibili sono tre. Il più probabile è il perfezionamento dell'accordo con il gruppo rappresentato da Masolo. Sembra che gli avvocati e i commercialisti abbiano trascorso le ultime ore a preparare i documenti necessari a stilare il preliminare. Di certo dopo aver già compiuto tutte le operazioni di due diligence, cioè di controllo dei dati contabili, nelle scorse settimane siamo al momento in cui la firma potrebbe essere imminente.
Si è già detto che il gruppo di cui è emissario Masolo acquisterebbe la maggioranza delle quote per una cifra che dovrebbe aggirarsi sui 2 milioni di euro, si può aggiungere oggi che nelle intenzioni del possibile acquirente ci sarebbe la conferma dello staff tecnico, con riferimento in particolare al responsabile dell'area tecnica. E non è scontato quando c'è un cambio di proprietà.
Il secondo scenario, meno probabile, è legato alla cordata romana. Nel senso che nell'agenda di via Schio, fino agli ultimi giorni, erano fissati appuntamenti e contatti con un avvocato che rappresenta l'imprenditore edile, ma con interessi anche nel campo della finanza, Alberto Gianni.
«È vero che ci sono stati dei pour-parler a proposito della possibilità di rilevare il Vicenza Calcio - dichiara al telefono Alberto Gianni - ed in particolare è stato Paolo Di Stanislao (imprenditore nel ramo pubblicità e marketing, ndr) che conosco da tempo a farmi considerare la cosa. Ma non si può dire che abbiamo approfondito troppo l'argomento. Vicenza è una piazza importante e per lavorarci bene - continua Gianni - ci vogliono un progetto ben articolato, collegamenti con le istituzioni locali, disponibilità economiche, tempo da dedicare e da Roma mi sarebbe un po' difficile, non è come quando sono stato alla guida della Ternana ai tempi di Delneri ed ero a cinquanta minuti d'auto».
In definitiva Alberto Gianni sembra voler restare un po' dietro le quinte, eppure risulta che un contatto in settimana sarebbe previsto con il legale che finora ha mantenuto i contatti con via Schio.
Il terzo scenario rimane quello di sempre: siccome fino al momento della firma non si può dare nulla per scontato, così come succede nelle vicende di calciomercato, Sergio Cassingena tiene presente in queste ore che anche queste trattative potrebbero non approdare alla cessione. E allora che cosa succederebbe?
Nulla di diverso da oggi: Cassingena continuerebbe cioè a gestire la società e non a caso proprio nelle ultime ore ha incontrato un paio di volte il d.t. Cristallini per tracciare le linee della strategia di mercato, nel caso in cui fosse ancora lui alla guida del club al rientro dopo le vacanze di Natale e quindi all'inizio del calciomercato di gennaio.
Ieri il presidente e patron del Vicenza è andato in Comune per lo scambio di auguri, oggi sarà all'Amministrazione provinciale e in Prefettura, giovedì chiuderà il giro dal vescovo. Ma nel frattempo la trattativa con il gruppo di Masolo, che oggi appare definita anche se mancano conferme esplicite, potrebbe compiere l'ultimo passo verso la firma. Rimane questa l'ipotesi più probabile e anche imminente.
