LE PAGELLE DEI TECNICI - Drago con i giovani sfata il tabù, Atzori se la prende col destino
DRAGO (6)
Alle prese con diverse defezioni (Abbruzzese, Cremonesi, Suagher e Matute), propone una squadra molto “verde” dal punto di vista anagrafico: a centrocampo il meno giovane è Dezi ('92), schierato assieme a Crisetig ('93) e Cataldi ('94). Capitan Galardo parte dalla panchina. Anche l'attacco è formato da giovani in rampa di lancio come Bidaoui, Ishak (preferito a Pettinari) e Torromino.
Nel primo tempo, la sua squadra appare abbastanza sorpresa dall'atteggiamento tattico della Reggina. Possiamo dire che, almeno per la prima mezz'ora di gioco, il Crotone non riesce a prendere le distanze e ci capisce ben poco. Eppure, crea l'occasione più clamorosa con un palo su tiro-cross di Crisetig e si ritrova avanti concretizzando l'episodio su calcio piazzato.
Decisamente meglio nella ripresa. Torromino con una perla regala il gol del 2-0, che incanala il match su binari ben precisi: il Crotone gestisce gli assalti della Reggina rischiando relativamente poco, rimane corto e prova a pungere in contropiede. Bravo Drago a non snaturare l'assetto, cambiando gli attaccanti a corto di fiato per l'intenso ma proficuo lavoro di ripiego (Bernardeschi per Bidaoui, Pettinari per Ishak e De Giorgio per Torromino).
Con un manipolo di giovani, Drago si toglie dunque la soddisfazione di battere la Reggina, 37 anni dopo l'ultimo successo pitagorico.
ATZORI (5)
Le scelte iniziali generano già sulla carta qualche perplessità. Il tecnico di Collepardo ricorre infatti all'ennesimo reimpasto tecnico-tattico. Rinuncia al centravanti di peso (sia Cocco che Gerardi in panca): a fare la punta c'è infatti Di Michele, come ai tempi di Mutti. La vera novità è di natura tattica, considerato che propone una difesa a tre “mascherata”: in realtà, opta per un 4-2-3-1, che in fase di non possesso diventa 4-5-1. A fare da terzino c'è Di Lorenzo, preferito ad Adejo, alla prima panchina stagionale. A centrocampo, la coppia De Rose-Colucci, con Strasser relegato in panca. Maicon e Maza esterni della batteria di trequartisti, Dall'Oglio agisce dietro a Di Michele provando a inserirsi, mentre in fase di non possesso francobolla Crisetig.
L'assetto proposto sorprende il Crotone. Nel corso del primo tempo, la Reggina palleggia discretamente e mette alle corde i padroni di casa. Alla fine, però, la supremazia territoriale non si tramuta in tante palle gol. I tanti presupposti per trovare la via della rete rimangono nella maggior parte dei casi tali. La mancanza di un vero centravanti, che avrebbe eventualmente aperto gli spazi per Di Michele, si fa sentire. E alla fine a rifilare il gancio è l'avversario: una costante di questo inizio di stagione per la Reggina.
Nella ripresa, Atzori fa appena in tempo a provare la soluzione Cocco (al posto di Dall'Oglio) che subisce il 2-0. Gran gol di Torromino, ma l'attaccante pitagorico è troppo libero di prendere la mira: errore essenzialmente di fase difensiva, dovuto alle eccessive distanze tra i reparti. Anche questa è una costante. Il doppio svantaggio sembra di fatto tagliare le gambe alla Reggina. Atzori va con Fishnaller per Maza, passando al 3-4-3, quando avrebbe potuto togliere un centrale, a questo punto di troppo. Lo fa solo al 75', quando Gerardi rileva Di Lorenzo, e la Reggina passa al 4-2-4. questa volta, però, le quattro punte portano a poco o nulla. Il Crotone infatti si chiude bene.
Un solo punto nelle ultime cinque giornate e terzultimo posto in classifica: la Reggina del Centenario non può e non deve essere questa.
