LA PARTITA DELL'ARBITRO - Roca coerente nel suo metro di giudizio

17.12.2012 22:06 di  Danilo Mancuso   vedi letture
LA PARTITA DELL'ARBITRO - Roca coerente nel suo metro di giudizio
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Raramente si vede sui campi di gioco un direttore di gara come Diego Roca, che lascia davvero giocare, sanzionando solo gli interventi netti. Non sono mancate le recriminazioni dall’una e dall’altra parte questa sera, per alcuni interventi border line non fischiati. Ma, giusto o sbagliato che sia, il fischietto foggiano ha applicato con coerenza il suo metro di giudizio, dal 1’ al 90’.

Criterio di giudizio adottato al 21’, quando in area, prima che la palla si spenga sul fondo, Freddi accenna una (ingenua) trattenuta su Di Roberto, che non accentua l’entità del contatto, rimanendo in piedi: Roca lascia correre. Così anche al 32’, quando, su un tentativo di assist di D’Alessandro, Pellizzer, al limite dell’area, girandosi tocca la palla col braccio: in questo caso, sarebbe stato giusto fischiare punizione per la Reggina.

Nella ripresa (55’), Biraghi va giù in area, protestando per un presunto contatto con Melara: non è rigore e Roca non ci casca. Cinque minuti dopo è la Reggina a protestare, per un tocco col braccio di Vitofrancesco in area: sarebbe stata necessaria grande fiscalità, nonché generosità, per dare un penalty così. Ultimo episodio da moviola al 78’: Martinelli intercetta un cross di Sarno, che reclama un rigore per un presunto tocco con la mano del difensore; quest’ultimo tiene però le braccia dietro la schiena, proprio per evitare contatti dubbi, l’arbitro non si fa influenzare dalle proteste.

Il criterio adottato funziona anche nella distribuzione dei cartellini, visto che, a fine gara, i soli ammoniti sono Hetemaj e Melara (entrambe decisioni ineccepibili). Voto 6