LA PARTITA DEI TECNICI – Aglietti fa il minimo indispensabile, Gagliardi-Zanin conoscono la sconfitta

22.02.2014 19:00 di  Antonio Laface   vedi letture
LA PARTITA DEI TECNICI – Aglietti fa il minimo indispensabile, Gagliardi-Zanin conoscono la sconfitta
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© foto di Francesco Decicco/TuttoLegaPro

AGLIETTI: Richiamato sulla panchina del Novara dopo l’esonero di Calori, non fallisce l’appuntamento.
In una partita fondamentale contro la sua Reggina il tecnico toscano ridisegna il Novara con il suo modulo preferito, il 4-3-3, con il “reintegrato” Lepiller a supporto di Rubino e Sansovini.  
I primi minuti evidenziano un buon possesso palla a favore del Novara, ma sono gli amaranto a rendesi più pericolosi andando addirittura in gol con Di Michele, (rete non convalidata); la formazione piemontese ne approfitta, sfruttando al meglio errore difensivo che porta Sansovini al gol.
La gara si presenta in discesa per Aglietti, la sua squadra resiste ai timidi attacchi amaranto fino alla fine della prima frazione, in cui uno spento Lepellier viene sostituito da un più vivace Lazzari.
Il secondo tempo è solo di marca Reggina, Kosicky è bravo a salvare i suoi in più di un’occasione ed i successivi cambi (Crescenzi per Golubovic e Laner al posto di Marianini) non modificano l’assetto tattico dei piemontesi, vicini al gol al 67’ con Faragò e Sansovini nell’unica occasione da rete del secondo tempo.
La partita, nonostante i ripetuti attacchi dei reggini, giunge al termine per la gioia dell’ex amaranto, bravo e fortunato a proseguire nella striscia positiva che non lo ha mai visto perdente contro gli amaranto e nella tradizione negativa della Reggina al “Piola”.

VOTO – 6,5


ZANIN-GAGLIARDI: Passo indietro per la “strana coppia” rispetto alle gare precedenti.
I due tecnici amaranto schierano a sorpresa dal 1’ Foglio e Sbaffo, rispettivamente al posto di Fischnaller e Strasser, rischiando in una posizione inedita il giovane Pambou, per via delle caratteristiche del terreno sintetico, come spiegherà in seguito l’avvocato.
Dietro la solita difesa a 4 con il ritorno di Lucioni al centro e di Adejo a destra, che consente a Maicon di tornare a ricoprire la zona alta del campo.
Nei primi minuti si vede la solita Reggina, parecchio attendista e pronta a far male in contropiede; tattica che funziona perfettamente al 19’, se non fosse per l’abbaglio di Di Francesco che annulla il gol di Di Michele per un fuorigioco inesistente; pochi minuti dopo, il Novara passa in vantaggio alla prima buona occasione: solito errore della difesa che lascia incolpevolmente solo Sansovini libero di calciare a rete, così come accaduto una settimana fa con Mancosu.
La risposta degli amaranto è parecchio timida, ed allora l’avvocato e l’ex tecnico della Primavera Zanin provano a ridisegnare l’assetto tattico degli amaranto passando al 4-3-3 nei primi minuti della ripresa, inserendo Gerardi per uno spento Maicon e successivamente Barillà per Dumitru.
Di Michele va vicino al gol e gli amaranto fanno la gara, il risultato rimane però invariato e ciò costringe i due tecnici amaranto a tentare il tutto per tutto inserendo Fischnaller al posto di Ipsa, passando ad uno spregiudicato 3-3-4.
I cambi però, non producono gli effetti sperati, e la Reggina è costretta ad arrendersi al Novara, perdendo una gara che in questo momento vorrebbe dire retrocessione diretta.

VOTO – 6