Repubblica: "Ecco come Gravina può imporre i playoff"
Profonda analisi di Repubblica, che nella rubrica Spy Calcio affronta la questione dell'ipotesi playoff per la serie A, forse l'ultima ciambella di salvataggio per la massima serie
"L'idea non è accantonata, dobbiamo farci trovare pronti a qualsiasi possibilità": così Gabriele Gravina, qualche giorno fa, in merito alla possibilità di concludere la Serie A tramite i playoff. "Adesso c'è la possibilità che il 13 giugno si riprenda con un calendario ricco di impegni. Noi però dobbiamo essere pronti a tutto, dunque valutiamo anche modalità diverse come i playoff". La situazione è ancora confusa, in alto mare. Ma è logico che il n.1 del calcio punti ad una ripartenza, lo ha detto più volte, "io non sarò il becchino, io non staccherò la spina". Per questo studia tutte le strade, anche le più estreme.
L'Uefa gli ha dato una mano: se necessario, ha spiegato Ceferin, si può cambiare il format. Anche il governo, col Decreto Rilancio, gli ha dato un aiuto: snellita la giustizia sportiva, un solo grado di giudizio al Collegio di garanzia presso il Coni, che potrà entrare nel merito, poi Tar e Consiglio di Stato dovranno decidere entro 15 giorni sui ricorsi. Il timore di Gravina era quello che una raffica di ricorsi, in caso di stop al campionato, potesse compromettere anche l'avvio della prossima stagione. Non sarà possibile, entro giugno-luglio si dovrà e potrà avere un quadro chiaro sulle iscrizioni. Ma intanto, si spera di giocare il 13 o al massimo il 20 giugno, se metteranno chiarezza su quel protocollo pasticciato. La Uefa aspetta entro il 25 maggio di sapere cosa vogliono fare le Federazioni e anche che format scelgono. Per questo Gravina non si arrende e continua a praticare l'idea di playoff-playout da imporre, se necessario, alla serie A attraverso il consiglio federale. Il Dl rilancio glielo permette. Gli dà forza.
Playoff a 4, 8 oppure a 12? Playout a 8? Da decidere quale la soluzione migliore. Anche se non è affatto semplice, non tutte le squadre hanno lo stesso numero di partite. Ecco una simulazione, forse la più probabile (al momento). Playoff a 12 con le prime dodici della classifica "congelata" al 9 marzo, più di due mesi fa. Le prime quattro (Juventus 63 punti, Lazio 62, Inter 54 con una gara in meno e Atalanta 48 con una gara in meno) andrebbero direttamente ai quarti. La quinta (Roma 45) sfiderebbe la dodicesima (Cagliari 32, una gara in meno), la sesta (Napoli 39) contro la undicesima (Sassuolo 32, una gara in meno), la settima (Milan 36) contro la decima (Bologna 34) e l'ottava (Verona 35, una gara in meno) contro la nona (Parma 35, una gara in meno). Gare secche, se necessario in campo neutro, tanto sono tutte a porte chiuse (per almeno un anno). I playout coinvolgerebbero le ultime otto: Fiorentina, Udinese, Torino, Sampdoria, Genoa, Lecce, Spal e Brescia. Anche qui partite secche. Il vantaggio è che si avrebbero meno gare di quelle previste, 124. Lo svantaggio: le prime quattro, se la stagione finissse qui, sono sicure di andare in Champions. Coi playoff no. Coi playoff lo scudetto potrebbe vincerlo anche la dodicesima, il Cagliari. Coi playout anche Fiorentina e Torino rischierebbero la B. Chi glielo dice a Commisso e Cairo? Lotito ha già detto che di playoff non ne vuole sentire parlare, è ad un punto dalla Juve con 12 giornate davanti, lo scudetto non è certo una chimera.
Ad alcuni club la formula studiata da Gravina potrebbe anche interessare, ad altri no. Qualche presidente potrebbe fare fuoco e fiamme ma Gravina ha gli strumenti per imporsi. Per ora in Lega se ne parla solo informalmente, pur con interesse e preoccupazione. Ma il n.1 del calcio vuole chiudere questa stagione sul campo, non sui tribunali. Era disposto a giocare pure a settembre e ottobre prima che l'Uefa mettesse il limite del 2 agosto (per ora). Farà di tutto perché in Italia non succeda quello che è successo in Francia, Belgio e Olanda dove hanno chiuso tutto fra polemiche e ricorsi. Gravina è contrario al blocco delle retrocessioni e ad una serie A il prossimo anno a 22: ha ragione, sarebbe un problema enorme nel trovare le date, visto che si deve chiudere a maggio per gli Europei, e poi i club prenderebbero meno soldi dai diritti tv.
Gravina non ha buoni rapporti con Malagò (e viceversa) ma ha buoni rapporti con Spadafora e con la Lega di serie A gli attriti riguardano soprattutto la commissione Zeppilli, criticatissimo ieri dai presidenti, che in oltre un mese non ha dato le risposte sul protocollo, ora in alto mare.
Mercoledì 20 consiglio federale: si guarderà anche al futuro, oltre al presente. Bisognerà mettere mano ad una vera riforma dei campionati, soprattutto dell'area professionistica che scoppia. Prima però bisognerà chiudere serie C (Ghirelli lo ha già fatto) e serie D. E la B, con questo protocollo, non si capisce come possa andare avanti. Per Gravina è arrivato il momento di riprendere in mano il filo del calcio, ha la forza e la personalità per farlo, mettendo fine alle troppe fughe in avanti. La Bundesliga è ripartita perché c'è stato un lavoro di squadra fra Federazione, Lega, tv, calciatori, tutti. In Italia ognuno va per conto suo, e infatti siamo a questo punto...".
