"Lega serie A e Sky in causa, manca la sesta rata", è guerra per i diritti tv

27.05.2020 12:11 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
"Lega serie A e Sky in causa, manca la sesta rata", è guerra per i diritti tv

"Lega serie A e Sky in causa, manca la sesta rata, decreto ingiuntivo per la pay-tv", scrive oggi Gazzetta dello Sport.

"Le idee della Serie A su tempi e modi dell’eventuale ripartenza, condivise dalla maggioranza, saranno discusse nel grande vertice di domani pomeriggio con governo e Figc: i club hanno un loro orientamento, se ne è parlato anche ieri nel consiglio di Lega, ma è nel prossimo appuntamento con tutte le componenti che si arriverà a una decisione finale: venerdì, non a caso, 24 ore dopo la riunione generale, è già fissata un’assemblea di Lega. Sarà l’occasione per confrontarsi su quanto stabilito.

Sky in tribunale

Non c’è bisogno di aspettare ancora per chiarire la posizione delle società nei confronti delle tv (o meglio della tv): il Consiglio di Lega di ieri «ha confermato, per quanto riguarda il rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi, la linea del rispetto dei contratti, in ottemperanza alle delibere assunte dall’Assemblea dello scorso 13 maggio». Tradotto: già in giornata verrà recapitato a Sky un decreto ingiuntivo per non aver rispettato il versamento della sesta rata da circa 130 milioni come previsto dai contratti in essere. All’ultimatum di ieri Sky non ha replicato con una lettera impegnativa di pagamento imminente. La partita si trasferisce ufficialmente dal campo in tribunale. Diverso il discorso per Dazn e Img che hanno avanzato proposte di versamenti dilazionati che verranno valutati in seguito alla ripartenza delle competizioni. Sky ha tenuto una linea più rigida: o la Serie A accettava uno sconto sul modello Bundesliga (richiesta irricevibile per i club tutelati da accordi differenti rispetto a quelli del riferimento tedesco) o non avrebbe pagato. Si è verificato il secondo scenario e porterà allo scontro legale.

Date

La discussione sul calendario e le modalità della ripartenza sono state meno incisive: «Il Consiglio di Lega ha analizzato le diverse ipotesi di calendario che consentano la disputa di tutte le restanti gare di Serie A e di Coppa Italia e ha deciso, nelle more dell’incontro istituzionale che si terrà giovedì (domani) con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, di aggiornarsi su questo tema venerdì mattina». Sarà il governo a stabilire il giorno della ripresa, i club esprimeranno il loro orientamento: il 13 giugno resta, per la maggioranza delle società, la data auspicabile per il ritorno in campo. Una settimana di tempo in più rispetto allo start del 20 permetterebbe di concludere anche la Coppa Italia. Nell’incontro istituzionale si parlerà di come organizzare la ripartenza, con tre scenari differenti: uno è ripartire con i recuperi della venticinquesima giornata. Un’idea gradita soprattutto ai club che puntano ad armonizzare prima possibile la classifica, nell’eventualità di un nuovo stop: senza ancora un ordine di orario preciso, il primo fine settimana del ritorno in campo verrebbe impegnato con Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino-Parma. Altra ipotesi quella di ripartire con tutte le 10 partite della ventisettesima: ogni squadra riprenderebbe nello stesso week-end. Oppure, l’idea c’è, ricominciare con le due semifinali di Coppa Italia, Napoli-Inter e Juve-Milan. Due partite in chiaro che coinvolgerebbero una parte di spettatori consistente.

Orari

Le modalità di ripartenza impongono una riflessione anche sui format: le società continuano a considerare l’ipotesi playoff-playout una soluzione remota, oltre che sgradita alla grande maggioranza. Anche perché secondo l’interpretazione dell’ultimo comunicato del consiglio federale il formato ridotto dovrebbe essere preso in considerazione fin da subito, senza poter passare agli scontri diretti nel caso in cui il campionato non potesse proseguire. Ma dato che all’ordine del giorno c’è la ripartenza della Serie A, all’attenzione delle società il piano alternativo perde consistenza. Se invece il torneo dovesse interrompersi definitivamente per cause legate all’emergenza sanitaria verrà presa in considerazione la classifica cristallizzata al momento dello stop definitivo. Il Presidente della Lega di A Paolo Dal Pino ritiene che ogni decisione debba essere conseguente al confronto con Federazione e Governo: l’Assemblea di Lega di venerdì convocata «d’urgenza» definirà i dettagli dell’eventuale ripresa. Gli orari delle partite saranno un altro tema di discussione, fronte su cui si registrano le parole del vicepresidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno: «Non è una gara una tantum, ma si gioca ogni tre giorni a certe temperature: è a rischio l’incolumità dei calciatori e, considerando anche l’intensità delle partite, non sarebbe certo l’ideale giocare prima delle 18.45»".