"Incubo quarantena, il protocollo passa l'esame: ora si spera nella curva", la serie A cerca di ripartire e chiudere la stagione

29.05.2020 12:45 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
"Incubo quarantena, il protocollo passa l'esame: ora si spera nella curva", la serie A cerca di ripartire e chiudere la stagione

"Incubo quarantena, il protocollo passa l'esame: ora si spera nella curva", scrive oggi Gazzetta dello Sport in merito alla questione protocollo.

"Stavolta il protocollo viene promosso a pieni voti. Gli scienziati non fanno appunti e giudicano il lavoro fatto da Figc e Lega di Serie A con un elogio: «Apprezzamento per la puntualità di dettaglio nell’analisi di molti aspetti», dice il parere del Comitato tecnico-scientifico. Il doppio pullman per rispettare il distanziamento, gli arrivi sfalsati delle squadre allo stadio, i percorsi differenziati, la limitazione a 300 persone di tutte le presenze nell’impianto: il minuzioso sistema messo a punto passa l’esame. La promozione c’è, ma è senza sconti. Perché ancora una volta il Cts, lo aveva già fatto 48 ore prima, sottolinea come «le norme attualmente in vigore prevedano chiare disposizioni a proposito della quarantena di un soggetto positivo e quella conseguentemente precauzionale di tutto il resto del gruppo squadra». Cioè: 14 giorni di isolamento, seppure con la possibilità di continuare ad allenarsi. Da qui, almeno «al momento» (le parole sono del ministro Spadafora), non si scappa. Il fantasma che minaccia la ripartenza è ancora tale: al primo positivo, rischia di saltare tutto.

«Al momento»

Certo il 20 giugno, o il 13 per le quattro squadre delle semifinali di Coppa Italia, non è dietro l’angolo. La curva dei contagi, si spera per il Paese e non solo per il calcio, può piegare ancora verso il basso. E quell’«al momento» pronunciato da Spadafora potrebbe essere un varco aperto per rivisitare la norma inserita in un’ordinanza del ministero della Salute dell’inizio dell’emergenza e ancora in vigore. Su questo, però, dentro il Cts, i contrari sono ancora in maggioranza rispetto agli “aperturisti” (che pure ci sono). Ma c’è il tempo per tornare a studiare una possibile attenuazione. Anche il ministero della Salute ne ha parlato nei giorni scorsi, naturalmente con grande prudenza.

Metà giugno

La stessa di Federcalcio e Lega, che vogliono evitare qualsiasi fuga in avanti. Proporre un protocollo con una quarantena di squadra soft (da 14 a 7 giorni) sarebbe stato un autogol. Serve ancora tempo, e qualche dato positivo in più sui contagi. Se la data del 3 giugno, quello della liberalizzazione della circolazione fra le regioni (a meno di correzioni di rotta nelle prossime ore), ha un valore simbolico importante, il passaggio di metà mese — quello che renderà possibile fra le altre cose, il ritorno a cinema, teatri e spettacoli all’aperto fino a mille persone — potrebbe aprire la strada ad altri allentamenti, e magari anche a quello sulla quarantena. «Allentamento» che però, il ministro Spadafora lo ricorda, è «al momento escluso dal Cts». Al momento, appunto.

Tutto come ora

Gli scienziati hanno detto sì a un protocollo che nella parte sanitaria ricalcava totalmente quanto già deciso nel documento sul ritorno agli allenamenti collettivi senza distanziamento. Il sistema di tamponi (ogni quattro giorni) e di test sierologici (una prima volta all’inizio del ciclo di ripresa e un’altra dopo due settimane) resta lo stesso sulla scia delle raccomandazioni della Federazione Medico-Sportiva.

Dieci ore

Le novità del testo riguardavano, invece, tutto il complesso sistema di organizzazione delle partite, gli spostamenti delle squadre, le dieci ore del cronoprogramma, scandito quasi minuto per minuto, dei giorni delle partite. Dal divieto di abbracci per esultare alla maggiore età necessaria per i raccattapalle, dall’antidoping sdoppiato per evitare che i calciatori delle due squadre si mischino fuori dal campo, all’uso delle mascherine praticamente dal primo all’ultimo minuto con l’eccezione naturalmente del momento agonistico. L’apprezzamento ha riguardato anche le attenzioni al momento della trasferta: niente soste lungo il percorso per i pullman, nessun catering esterno, mentre per gli arbitri il consiglio di arrivare con mezzi propri e praticamente di entrare in campo senza avere contatti con l’esterno. Un programma dettagliato in maniera quasi maniacale. “Minacciato” però sempre dalla stessa spada di Damocle: la quarantena".