Gravina: "Il calcio non poteva fermarsi, non volevamo essere presi per scemi"

02.06.2020 22:58 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gravina: "Il calcio non poteva fermarsi, non volevamo essere presi per scemi"

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, intervenuto a Il Romanista, ha detto la sua sulla ripresa dei campionati di A e B:

"Il calcio riparte perché è una speranza per tutto il Paese. I tifosi hanno ragione e li capisco, ma come si può pensare che mentre tutto il Paese riparte il calcio stia fermo, ripartendo poi ad agosto o settembre? Bisogna ripartire convivendo in qualche modo con il virus, non si può aspettare il vaccino. Ci sono 100mila persone che lavorano nel settore. A livello internazionale stanno ripartendo tutti, io non volevo prendermi il titolo de L'Equipe "Come degli scemi" e non ce lo facciamo dire. Onoreremo chi non c'è più e chi soffre per i lutti".

Continua Gravina: "E' una dimensione economica enorme che richiede responsabilità. Capisco i tifosi, ma non si può aspettare il vaccino. Non volevamo prenderci degli "scemi". Porte chiuse? E' una tristezza unica, ma è una tappa di avvicinamento per riconsegnare il calcio vero ai tifosi".