"Epidemia ancora in pieno corso alla fine dell'anno: ecco cosa potrebbe accadere nella fase-2 senza tamponi": la ricerca su Nature Medicine
"Epidemia ancora in pieno corso alla fine dell'anno, conto delle vittime che solo nel primo anno arriva a 70 mila: è quello che potrebbe accadere nella fase-2 senza tamponi", è quanto si legge oggi su Repubblica, che cita una ricerca universitaria, cui collaborano ingegneri delle università di Trento, di Udine e del Politecnico di Milano, insieme con i medici del San Matteo di Pavia, incluso Raffaele Bruno, l’infettivologo che ha curato il “paziente uno”, il 38enne Mattia. Lo studio, ricco di curve e di scenari, è pubblicato su Nature Medicine.
L'ingegnere Giulia Giordano, dell'Università di Trento, è una delle autrici della ricerca e spiega: "Abbiamo fatto almeno tre ipotesi diverse. Con il mantenimento di un lockdown ferreo l’epidemia si esaurirebbe in uno-due mesi. Passando alla fase due senza tamponi e senza controllo dei contatti potremmo arrivare a 70 mila vittime e i contagi resterebbero sostenuti: alla fine dell'anno l'epidemia sarebbe ancora in corso e la conta dei morti continuerebbe nel 2021. Allentando il lockdown, ma mantenendo l’attenzione estremamente alta sui nuovi focolai, con test fatti rapidamente ed estensivamente, l’epidemia resterebbe più o meno ai livelli di contrazione attuale, con un tasso di replicazione di 0,77, leggermente superiore a quello di oggi, e si concluderebbe entro l'anno con un numero totale di vittime fra 30 e 35 mila".
Sui criteri di questa ricerca, l'ingegnere Giordano sottolinea: "Abbiamo messo insieme competenze diverse: mediche, matematiche e ingegneristiche. Io in particolare mi occupo di sistemi di controllo. La mia specialità è prendere dati e formalizzarli all'interno dei modelli. Ma trattandosi di un virus nuovo, i medici del San Matteo ci hanno aiutato a tracciarne le caratteristiche. Con i numeri dei contagi del primo mese, abbiamo creato un modello che è in grado di riprodurre i dati e anticipare anche l’andamento dell’epidemia nel futuro. Modificando alcuni parametri, come appunto la rigidità del distanziamento sociale, siamo in grado di vedere come reagiranno le curve".
Sulle misure per limitare i numeri di cui sopra: "Tutte le misure che permettono di identificare precocemente i positivi e interrompere le catene di contagio, oltre a un rispetto ferreo delle regole d'igiene e della distanza fra le persone. Non distinguiamo fra app o altri metodi. Ma confidiamo che lo strumento principale resterà il tampone, da fare il prima possibile a tutti i sospetti contagiati e ai loro contatti".
