Calcagno (vicepres. AIC): "Dobbiamo tutelare categorie minori: creato fondo solidaristico"
Il vicepresidente AIC, Calcagno, intervenuto a Gr Parlamento su Radio Rai, ha parlato delle tutele da adottare per le categorie minori, quelle che rischiano di essere letteralmente travolte dalla crisi economica derivante dall'emergenza Covid-19:
"Quando parlo di responsabilità del nostro mondo intendo che non devono essere i soggetti più deboli a pagare il prezzo più alto di questa situazione, sia tra i tantissimi professionisti che guadagnano sotto i 50mila lordi l’anno, sia tra i calciatori dilettanti, perché ci sono molti ragazzi e ragazze che vivono di calcio. Il prezzo della ripartenza ricade in gran parte su di loro ed è per questo si deve trovare un sistema di tutela: il calcio crea non solo un enorme indotto a livello di Paese, ma anche all’interno del proprio sistema che parte dall’alto e, a cascata, si riflette in maniera determinante sulle serie minori, una piramide nella quale se non riparte il calcio di vertice si rischia di affossare tutta la base”.
Sttolinea Calcagno: "Con La Federazione e la Lega Pro, nella speranza che venga concessa la cassa integrazione, abbiamo già trovato un accordo per creare un fondo solidaristico a tutela dei contratti più bassi, un fondo a cui il nostro Direttivo ha già deliberato di contribuire e nel quale stiamo cercando di coinvolgere la Lega Serie A e B. Anche il Governo deve tenere conto che anche al mondo dello sport mancheranno risorse, esattamente come per altri settori: l’augurio è che vengano prese in esame le defiscalizzazioni necessarie per chi avrà intenzione di continuare ad investire nel calcio. E nell’immediato dobbiamo dare una risposta concreta a chi vive di questo mestiere: il 50% dei calciatori professionisti guadagna meno di 50mila euro lordi e di questi il 70% è in Lega Pro. E poi ci sono i 4000 accordi economici depositati per la Serie D, oltre a Serie A e B femminile, che vanno tutelati”.
