"Bocciati playoff e playout, ma l'algoritmo decide solo per le coppe e le retrocessioni", le ultime dalla FIGC

03.06.2020 12:05 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
"Bocciati playoff e playout, ma l'algoritmo decide solo per le coppe e le retrocessioni", le ultime dalla FIGC

"Bocciati playoff e playout, ma l'algoritmo decide solo per le coppe e le retrocessioni", scrive Gazzetta dello Sport in merito alle decisioni della FIGC sui piani alternativi alla ripresa. Un discorso che vale per la serie A, ma che potrebbe pesare anche per gli altri tornei.

"Conto alla rovescia con possibili correzioni di rotta per i piani B e C della ripartenza in vista del consiglio federale dell’8 giugno. Se dovessimo limitarci a un telegramma, diremmo: meno playoff e playout, più algoritmo. Ma trattandosi di materiale altamente infiammabile, diciamoci la verità questi piani B e C sono vissuti come incubi dalla gran parte dei club, meglio maneggiare con cura. Anche perché lo slogan di partenza è condito da alcuni vincoli.

Scudetto a parte

Per esempio, nella riunione di domani con tutte le componenti, una sorta di meeting preparatorio per preparare il consiglio federale, Gravina dovrebbe intanto proporre una regola a monte: lo scudetto non potrà essere assegnato con il sistema dell’algoritmo. Resterebbe a quel punto soltanto la fotografia nuda e cruda della classifica oppure la non assegnazione. Altra cosa: il signor algoritmo entrerebbe in scena con almeno due giornate di calcio giocato, questo per evitare che si possa scatenare il gioco dei sospetti, attribuendo al modello scelto un’origine faziosa. Del tipo: avete scelto questi parametri perché favorivano una squadra e penalizzavano l’altra.

Playoff solo se...

La notizia, però, è che la soluzione playoff sta perdendo appeal, sempreché ce l’abbia mai avuta. In pratica, la sua sfera di applicazione potrebbe limitarsi alla nuda e cruda possibilità che il campionato proprio non riesca a ripartire per il malaugurato caso di una positività con automatica quarantena di gruppo. Solo in quel caso, ci sarebbe il tempo per gestire le due settimane di «confino» di squadra. Riorganizzarsi, sperando non arrivino ulteriori brutte notizie, significherebbe cominciare a giocare i playoff nella prima decade di luglio e portare in porto i verdetti entro il capolinea del 2 agosto. Nel caso, invece, di interruzione in corsa, è la tesi che sta prevalendo e che dovrebbe sbarcare in consiglio federale, meglio prendere la strada dell’algoritmo. Perché, questo è il ragionamento, si farebbe fatica a gestire una squadra costretta a vivere chiusa in casa (seppure allenandosi) e altre che potrebbero prepararsi magari giocando qualche amichevole o comunque con una situazione oggettiva di vantaggio. Ecco quindi, che il piano C si mangerebbe un bel pezzo del cosiddetto piano B.

Limiti del sorpasso

Il discorso algoritmo, però, si ferma davanti allo scudetto. In quell’ambito non potrà essere comunque utilizzato. Ma c’è un’altra frontiera da non superare. Mentre si studiano i parametri, le «voci» dell’algoritmo - saranno messi in conto i risultati fin qui ottenuti, la divisione fra casa e trasferta, i gol fatti e subiti - da prendere in considerazione, emerge il fatto che la «cristallizzazione» della classifica non potrà produrre nessun effetto, a parità di partite. Per spiegarci: se io ho giocato il tuo stesso numero di partite e ho un punto in più di te, con nessuna combinazione possibile si potrebbe verificare un sorpasso.

Pari punti e algoritmo

In pratica, l’«assicurazione», parole di Gabriele Gravina, dell’algoritmo funzionerebbe solo nella situazione emergenziale in cui si deve fermare il campionato con alcune squadre che hanno giocato più partite delle altre (che poi è la situazione attuale, con otto squadre che devono giocare i recuperi delle gare saltate all’inizio dell’emergenza Covid-19). L’algoritmo potrebbe invece essere utilizzato in caso di arrivo a pari punti. Qui le strade sarebbero due: ci sarebbe anche il ricorso alle Norme federali. Ma potrebbe essere stato disputato solo uno dei due scontri diretti delle squadre a pari punti. Ecco, perché, si dovrebbe preferire in quel caso l’algoritmo. È chiaro che il Consiglio federale dovrà indicare per filo e per segno tutti gli scenari, per non rischiare di trovarsi con la necessità di scrivere delle regole in corsa.

Quarantena e curva

Ovviamente, Federcalcio e Lega, ma in generale tutte le componenti, si augurano che i piani B e C rimangano in cantina e che l’«assicurazione» non scatti. Gravina non ha nascosto il fatto che nei prossimi giorni (ma i tempi non sono certi) si potrà riprendere un’interlocuzione con il governo anche sul tema dell’obbligo di quarantena per le squadre in caso di positività. Un’attenuazione della norma farebbe tirare un sospiro di sollievo. Ma su questo, la regola è la massima prudenza. E non si scappa: sarà la curva dei contagi a scrivere un’eventuale nuova norma.