Arcuri: "Mascherine, app e tamponi: ecco il nostro lavoro"
Interessante conferenza stampa del commissario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, che ha toccato numerosi argomenti di sua pertinenza:
"Avrei tanta voglia di parlare dalla trincea in cui da 40 giorni mi trovo con il dottor Borrelli e i nostri collaboratori, di parlare dei liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano. Ma non lo farò, il mio dovere è lavorare. Io ho emanato un’ordinanza che ha fissato il prezzo massimo di vendita al consumo di mascherine nell’esclusivo interesse dei cittadino, non l’ho emanata sul prezzo di acquisto. I cittadini hanno tutto il diritto di proteggersi dal virus e se proprio devono sostenere un costo e pagare per proteggere la loro salute hanno il diritto di pagare prezzo giusto che lo fa il mercato. Quattro milioni di mascherine al giorno sono già state distribuite e nei depositi delle Regioni ce ne sono 47 milioni". Contro la decisione del Governo di fissare un prezzo per le mascherine, le levate di scudi del presidente della Regione Veneto e della Confcommercio.
Sulla fase-2: "Resto un convinto assertore della prudenza e cautela, penso che i fatti valgano piu dei nostri desideri. Non si può attendere che il rischio sia pari a zero per uscire dal lockdown ma credo che non ci si possa illudere di uscire sottovalutando i rischi che corriamo. In Germania l'indice di R con zero a seguito dei primi alleggerimenti è risalito da 0,7, in cui giaceva grazie a misure contenimento, all'1,1 e il governo ora sta valutando se definire di nuovo le zone rosse".
Sull'app Immuni: "Il server è pubblico e italiano, la app è ancora in fase di sviluppo e dobbiamo ancora decidere se lasciare i dati sul telefonino del cittadino o sul server. In ogni caso saranno criptati e nella piena tutela della privacy. L'alert arriva al diretto interessato che diventa protagonista del percorso sanitario, quindi in un tempo molto ravvicinato deve sottoporsi a un primo tampone e nel frattempo mettersi in quarantena per farne altri che daranno la certezza sull'eventuale positività. I tamponi ci sono: fino a ieri ne abbiamo distribuiti 2,5 milioni e le regioni ne hanno almeno 800mila di riserva, ma continueremo con una massiccia distribuzione per essere certi che ce ne sia una quantità sufficiente".
Continua sui tamponi: "L'Italia è il primo paese al mondo per tamponi fatti in relazione al numero di abitanti, sono ancora pochi e ne dovranno esser fatti di più, ma facciamo pace con noi stessi e mettiamo i cittadini nelle condizioni di avere tutte le informazioni e le risposte che meritano".
