"Allenamenti: il via libera non basta ai club": tutte le reazioni. Diritti tv: linea dura dei club

12.05.2020 12:30 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
"Allenamenti: il via libera non basta ai club": tutte le reazioni. Diritti tv: linea dura dei club
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Allenamenti: il via libera non basta ai club", tutte le reazioni raccolte da Gazzetta dello Sport.

"Poter allenare la tattica e gli schemi è certamente una notizia positiva: è quanto i club e la Lega avevano chiesto a Federazione e governo di poter fare. Da lunedì, quando sarà concesso il via libera agli allenamenti collettivi, avranno facoltà di farlo. E nelle condizioni di massima tutela per la salute della squadra: il gruppo “negativizzato” entrerà in ritiro per le successive due settimane, azzerando i contatti con l‘esterno.

Da questo punto di vista la correzione del protocollo Figc da parte del comitato tecnico del governo è considerata un passo in avanti sostanziale. Allo stesso tempo altre richieste restano insoddisfatte: il primo desiderio delle società era ottenere la certezza che alla ripresa degli allenamenti (e al riavvio di una macchina organizzativa tanto complessa) seguisse anche la ripartenza del campionato. Così non è e il Ministro dello Sport Spadafora lo ha ribadito in serata: «La linea di prudenza è la linea giusta da seguire. Credo che avremo bisogno di almeno un’altra settimana per vedere la curva dei contagi e poi decidere sul campionato». Ai tempi di attesa per l’ok definitivo al protocollo, si aggiungono altri tempi di attesa e di valutazione. Attesa che certo non equivale a un altro passo avanti. Non ci sono certezze, e ovviamente non ci sono date da cerchiare sul calendario per il riavvio ufficiale della stagione agonistica come invece succede in altri paesi europei. Il lungo iter del protocollo ha prodotto disposizioni rigide ma non ancora così direzionate come la Lega vorrebbe. Così come sulle reali assunzione di responsabilità, che da ora in poi peseranno di fatto esclusivamente sulle spalle dei medici dei club, responsabili penali della salute dei giocatori.

I giocatori stessi restano in attesa di conoscere le precise disposizioni del protocollo finale: nel direttivo di ieri, complice il fatto che il documento non fosse ancora arrivato alla casella mail dell’Aic, non se ne è discusso. Ma delle volontà dei calciatori già si sapeva: disponibilità ad accogliere tutte le nuove norme ma in un ritiro che non andasse oltre le due settimane. Dopo i quasi due mesi di lockdown c’è l’esigenza di non prolungare oltre quindici giorni un’altra condizione di assenza totale di contatti esterni. Il consiglio direttivo del sindacato ha invece disposto ufficialmente la creazione di un fondo solidaristico «che dovrà auspicabilmente coinvolgere tutte le componenti del calcio, a sostegno dei calciatori e delle calciatrici, professionisti e dilettanti, che percepiscono i redditi più bassi. In sede di analisi dei progetti di bilancio 2019 che verranno approvati in sede assembleare, l’Aic ha deliberato di erogare una cifra non inferiore ad un milione di euro».

Oltre al tema della ripresa, l’assemblea di Lega di domani affronterà la questione diritti tv. Le parti ormai sono ferme sulle rispettive posizioni: le tv (e Sky lo ha confermato in una lettera inviata agli uffici di club e Lega venerdì sera, e ora riletta dai destinatari come una sorta di “ricatto”) non salderanno la sesta rata, l’ultima che devono ai club. Anche la posizione delle società è stata messa nero su bianco, e da lì non tornerà indietro: 19 su 20 hanno inviato fatturazione agli stessi broadcaster. I contratti in essere tutelano la posizione dei club. E se il campionato davvero riuscirà a ripartire sarà un altro prezioso alleato per le società. Ma ancora prima di riscendere in campo, qui si accenderà lo scontro: già domani i club potranno votare l’atteggiamento da tenere nei confronti dei licenziatari: ora la maggioranza è decisamente più severa e spinge per portare le tv in tribunale e avviare battaglia legale".