"Allenamenti collettivi o ancora individuali? Il confronto FIGC-Comitato Tecnico Scientifico", le ultime
"Allenamenti collettivi o ancora individuali? Il confronto FIGC-Comitato Tecnico Scientifico", è l'analisi proposta da Gazzetta dello Sport all'indomani dell'incontro per cercare un'intesa e far ripartire la serie A.
"L’esame c’è stato. Ma il suo esito si conoscerà nelle prossime ore, forse giorni. Anche perché per parlare di calcio promosso o bocciato non basteranno i 20 membri del Comitato tecnico-scientifico, ci vorrà anche il governo a cui spetta l’ultima parola. Il confronto di ieri con la Federcalcio è stato lungo e ricco di domande, ma alla fine gli scienziati hanno solo annunciato, come da copione, di voler scrivere la loro valutazione al ministro della salute Roberto Speranza. A quel punto, il documento sarà girato al ministero dello Sport, che deve scrivere il protocollo degli allenamenti di squadra.
Interlocutorio
Filtra una parola per descrivere l’incontro: interlocutorio. Il «suggerimento» del Cts può essere un ok agli allenamenti collettivi (promozione) oppure per il momento si potrebbe andare avanti solo con il lavoro individuale (bocciatura). Tutto questo percorso formale però incrocerà anche la politica con l’intenzione del premier Giuseppe Conte di prendere in mano il fascicolo calcio. Certo le notizie arrivate da Samp e Fiorentina danno l’idea di quanto sia accidentato il percorso della ripresa agonistica. Ripresa che riguarderebbe solo la A e (forse) la B, che ieri ha riunito il suo direttivo e che resta in attesa di verificare la praticabilità di una ripartenza a scoppio ritardato (inizio luglio, mentre la A punta al 14 giugno).
I tamponi ci sono?
La giornata ha anche segnato una ricomposizione sul fronte sportivo. Nell’incontro con il Cts, c’era infatti anche la Federazione Medico-Sportiva rappresentata dal suo presidente Maurizio Casasco. Con il presidente federale Gabriele Gravina c’è stato un gioco di squadra. La Federcalcio, che con Paolo Zeppilli ha illustrato il protocollo, si è detta naturalmente disponibile a recepire i suggerimenti della task force governativa. I problemi più sottolineati? Quello del che fare in caso di positività è noto. Gli scienziati non sono stati convinti dall’esempio tedesco, dove non c’è l’automatismo positività-tutta la squadra in quarantena. Automatismo che la Federcalcio accetterebbe, parole di Gravina, in base alle indicazioni degli scienziati. L’altra questione più dibattuta è stata quello della disponibilità di tamponi e test sierologici in Lombardia, che ha quattro squadre in serie A. Un problema che però si spera superabile nel giro di pochi giorni. Gravina ha ribadito che il calcio non vuole avere nessuna corsia privilegiata.
Due settimane
«Ma che farete per proteggere camerieri o magazzinieri?», è stata un’altra delle domande. Saranno considerati tutti alla stregua di calciatori e tecnici. La chiusura, però, durerà un tempo limitato, due settimane. Poi, nell’eventuale fase delle partite niente più ritiro permanente, bisognerebbe però a quel punto moltiplicare i test. D’altronde, questo è il ragionamento, non si può imporre ai calciatori e agli altri membri dello staff una clausura di due mesi.
La terza via
Insomma, il rischio zero non può esistere. E i club sono disposti a prendere in considerazione il rischio di far saltare tutto in caso di positività? O si riuscirà a trovare una terza via che per ora non si vede? Ieri, il ministro Vincenzo Spadafora è stato anche lui interlocutorio: «Mi auguro siano risolte le problematiche evidenziate dal Cts e che quindi il 18 maggio possano riprendere gli allenamenti degli sport di squadra anche compatibilmente con l’evoluzione dell’emergenza sanitaria che speriamo ci dia tutti i dati soddisfacenti». Dati, cioè numeri: saranno anche loro, forse soprattutto loro a decidere".
