"Algoritmo, dalla A un coro di no", il piano C lascia dubbi e perplessità

01.06.2020 10:48 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
"Algoritmo, dalla A un coro di no", il piano C lascia dubbi e perplessità

"Algoritmo, dalla A un coro di no", scrive Gazzetta dello Sport in merito al piano C della FIGC per far concludere i campionati.

«L’algoritmo non può essere una soluzione. Come può considerare “l’imprevedibile” che è alla base del calcio?». I dubbi di Beppe Marotta sono quelli della quasi totalità dei club di Serie A. Il giorno dopo la comparsa sulla scena del campionato di questo nuovo personaggio - l’algoritmo -, indicato dal presidente federale Gravina come “Piano C” in caso di stop definitivo, le società hanno cominciato a confrontarsi e interrogarsi fra confusioni, dubbi e incertezze. La novità non è piaciuta quasi a nessuno: c’è chi, come l’Inter e il Bologna, non esita a dirsi pubblicamente contrario, chi si è limitato a farlo in canali “privati” e chi non riesce proprio a dare un parere, perché i contorni dell’algoritmo restano troppo vaghi. Gravina lo ha presentato così, sabato in una intervista a Sky: «Servirà per proiettare la classifica di quel momento alla fine del campionato. Terrà conto di diversi fattori, legati ai risultati e a elementi oggettivi di ciascuna squadra». Quali siano questi elementi è ancora tutto da definire, o almeno da scoprire: sicuramente ci sarebbe una “taratura” dei punti in base alle gare giocate, ma potrebbero venir considerate anche il numero di match in casa, i precedenti scontri diretti, la difficoltà del calendario non completato in base ai punti dei futuri avversari. Quali fattori considerare e quanto peso dare a ognuno può fare una differenza clamorosa.

Dubbi e confronti

Così i telefoni dei dirigenti del nostro campionato oggi sono stati caldi: confronti diretti, indiretti, poi anche sui canali della Lega. Il Piano C è riuscito in un’impresa complessa: mettere d’accordo quasi tutti. La stragrande maggioranza dei club la considera una strada impraticabile, posizione che verrà resa esplicita al prossimo Consiglio Federale, in cui si partirà da una richiesta di chiarimenti. E anche il piano B, quello dei playoff e playout da far partire in caso di stop non definitivo, convince pochi, se non chi, giocoforza, potrebbe tornare a lottare per obiettivi ora lontani. Roma e Napoli, ad esempio, non possono che essere favorevoli alla soluzione.

Criteri

Diversa e netta la posizione dell’Inter. L’amministratore delegato Marotta spiega: «Siamo assolutamente contrari a qualsiasi soluzione alternativa che non sia quella di finire il campionato o cristallizzare la classifica». L’Inter considera non percorribili discussioni su vie alternative per stilare il piazzamento finale: «Se non si potrà chiudere il campionato è perché sarà ripartita l’epidemia – continua Marotta -, e allora non vedo come si possano giocare playoff e playout. Mentre l’algoritmo non è una soluzione: come può considerare “l’imprevedibile” che è alla base del calcio? Meglio considerare la classifica fino a quel punto». La pensa più o meno allo stesso modo anche l’a.d. del Bologna Claudio Fenucci: «Premesso che l’obiettivo di tutti è finire il campionato alla 38esima giornata, credo sia prematuro affrontare l’argomento dell’algoritmo, perché non sappiamo esattamente di cosa si tratti. Mi pare che possa avere una sua funzione nel classificare le squadre della Lega Pro che sono divise in più gironi con più classifiche ma nel contesto di un campionato come la Serie A ritengo come ultima ratio, se il campionato si dovesse fermare, che il criterio oggettivo più idoneo sia la determinare la classifica sulla base della media punti di ogni squadra in rapporto alle partite giocate». Una via d’emergenza che può lasciare qualcuno scontento, ma che sicuramente pare più chiara e meno discutibile di mettere le classifiche in mano a un computer".