REGGINA, SI GUARDA AL FUTURO - Il ruolo del Sindaco Falcomatà: lasciamo parlare i fatti e non la politica
Lungi da noi fare attivismo politico nelle pagine di un sito dedicato alla Reggina e al calcio, ma una parola va indubbiamente spesa nel dibattito che si sta scatenando in Città sul ruolo del Sindaco Falcomatà nell'agonia della Reggina Calcio.
Dall'altro canto, non ci faremo tirare in dibattiti che mirano a tirare acqua al proprio mulino (politico s'intende).
Inutile, peraltro, citare da quali fonti provengono questi attacchi precostituiti al primo cittadino e pur non essendo costume di questa Testata tirare frecciatine senza indicarne il bersaglio, preferiamo stavolta lasciare all'immaginazione del lettore.
Piuttosto, perché a noi sta a cuore l'interesse collettivo e non altro che possa rigardare il singolo, cerchiamo di capire il ruolo del Sindaco e di affiidarci ad un pensiero coinciso e indicativo, fermo restando che alle parole servono poi i fatti.
- Il Sindaco doveva indubbiamente interessarsi anche ad una Istituzione importante come la Reggina Calcio, ci mancherebbe che non fosse così. Ma la Reggina Calcio era (tra poco ne dovremo parlare al passato) un'azienda privata, che giustamente non poteva condividere e non condivideva con la collettività i suoi successi economici. Dunque, i margini di manovra erano indubbiamente risicati, vista la situazione in cui versava l'azienda. Piuttosto, Falcomatà doveva tutelare un bene pubblico come lo stadio Granillo e se fosse il caso, tutelare i diritti dell'intera collettività, previsti dagli accordi per la concessione d'uso ventennale sottoscritta tra Comune di Reggio e la Reggina nel 2007.
- E' stata evidentemente fatta una valutazione, probabilmente anche a livello economico, sulle reali possibilità di uscire dal baratro, che evidentemente hanno portato il Primo Cittadino a non credere più di tanto alla salvezza del Club, almeno pubblicamente. Del resto, tutti coloro che si sono interessati, anche a livello politico, a salvare la Reggina Calcio, non hanno trovato adeguata soluzione e neanche lo stesso presidente Foti ha trovato la possibilità di salvare la sua società. Neanche i munifici australiani, hanno trovato la convenienza nell'investire nella Reggina Calcio, allora a Falcomatà cosa si imputare? Doveva contattare almeno Bill Gates per tentare di salvare la Reggina Calcio spa, azienda privata.. Dare la colpa a Falcomatà del fallimento del club e come dire che gli "scecchi" volano...Vogliamo ancora una volta fare notare, che il fallimento di una Spa non avviene nel volgere di un mese o due mesi, ma la crisi economica della Reggina ha radici ben più profonde.
- In questa fase entra in gioco la figura del Sindaco.
- "Ripartire dalla D con una nuova e solida società non sarà un dramma, l’entusiasmo e la passione costruiranno un trampolino di lancio per la rinascita", questa frase è assai significativa. Ribadiamo velocemente la figura del Sindaco in questa fase. Il Sindaco deve riunire una cordata di imprenditori, decisi a prendere in mano l'entità che erediterà la storia della Reggina. Nel caso di più cordate, toccherà al Sindaco quale appoggiare e quale presentare nei Palazzi della Figc per l'iscrizione ad un campionato.
- Il Sindaco dovrà chiedere al presidente Figc Tavecchio, l'iscrizione della nuova Reggina, come "sovrannumeraria", alla D o all'Eccellenza. Questo è quanto dice l'articolo 52, comma 10 delle Noif della Figc.
Dunque, i fatti hanno sin qui detto questo. I fatti, dovranno dire altro, ma sopratutto dare alla città di Reggio una squadra capace di far parlare di sé solo per la parte sportiva e non per questioni extracalcistiche. E' da troppo tempo oramai che a Reggio Calabria non si parla di calcio. Palla al Sindaco.
