REGGINA/ Gregucci band: interpreti e gerarchie
Temperature rigide e pioggia abbastanza copiosa al “laboratorio” del Sant’Agata. Calamità atmosferiche che tra poche settimane saranno già un ricordo. La primavera reggina, si sa, è molto prematura. Nonostante tutto, il centro sportivo questo pomeriggio era più trafficato del solito. A catturare la scena la sfida tra gli Allievi amaranto e quelli capitolini. Ma anche ad osservare la prima squadra, impegnata in una sgambata contro la Villese, c’era qualche tifoso in più.
Otto le reti messe a segno dagli amaranto (per il tabellino, clicca QUI), contro la compagine neroverde, che sta dominando il campionato di Prima Categoria. È abbastanza chiaro che, considerato il profondo gap tecnico tra le due squadre, il risultato finale e altri dettagli cronachistici diventano scarsamente indicativi, tanto più che gli amaranto si sono dimostrati “generosi” sotto porta in più circostanze. Ci soffermiamo però su alcuni aspetti tecnico-tattici, per una considerazione più ampia.
Partiamo dal modulo. L’impostazione base ormai scelta da Gregucci è il 3-5-2. Leggibile anche come 5-3-2, a seconda che si consideri la fase attiva o passiva. Partendo da questa base, Gregucci sta ormai trovando gli interpreti e ne sta definendo le gerarchie.
Nel primo tempo del test odierno, il tecnico amaranto ha schierato quella che per il momento sembra la difesa titolare (in attesa del pieno recupero di Adejo), cioè il trio costituito da Freddi, Emerson e Angella. A proposito del difensore brasiliano, va annotato che a gara in corso ha decisamente alzato il proprio raggio d’azione, agendo da centromediano metodista, sopperendo all’assenza di un regista. Sugli esterni sono stati schierati D’Alessandro e Rizzato, mentre qualche indicazione interessante arriva dal centrocampo. Gregucci sta insistendo con De Rose perno centrale, ed è forse questa la soluzione optata nell’eventualità di un’assenza di Nicolas Viola, il regista titolare: l’asse Emerson-De Rose. Ai lati del centrocampista cosentino, due incursori come Melara e Barillà, che attaccano alto e tendono a sovrapporsi con gli esterni. Se il catonese sta diventando un punto fermo dello scacchiere amaranto, la duttilità dell’ex spallino – impiegabile dunque anche come interno di centrocampo – potrebbe farne alzare le quotazioni, considerato che scalzare Ragusa dalla fascia destra in questo momento è impresa ardua. In attacco, si è mossa bene la coppia inedita Bonazzoli-Montiel, col paraguagio punta “atipica”, che fa da collante tra i reparti.
Nella seconda frazione di gioco, Gregucci ha proposto in difesa il trio D’Alessandro-Cosenza-Castiglia. Ovviamente non è indicativo l’utilizzo di quest’ultimo come terzo centrale, considerato anche che, con l’ingresso di Adejo al posto di D’Alessandro, il cosentino è stato spostato nel suo ruolo naturale, e in difesa è stato arretrato Armellino. Successivamente, è toccato a Rizzo occupare quel posto reso vagante dall’assenza di Antonio Marino. Sulla destra ha preso posto Ragusa, mentre sull’out mancino è stato proposto ancora una volta Colombo. L’impressione è che quest’ultimo, nelle idee di Gregucci, sia anche il vice-Rizzato, oltre che un candidato per la fascia destra, dove però la concorrenza è folta. Se infatti sulla destra sono in quattro a contendersi un posto, sulla sinistra l’unico esterno di ruolo è Rizzato. In mediana, Nicolas Viola ha svolto il consueto compito di play, con Rizzo alla sua destra, mentre dall’altra parte inizialmente si è visto Armellino. La collocazione come interno mancino di centrocampo – con compiti di inserimento e sovrapposizione sull’esterno – sembra una costante nelle ultime settimane per l’ex Sorrento, che proprio con un’incursione è andato a segno quest’oggi, concludendo al volo in area un cross di Ragusa. L’impressione è che al momento sia il vice-Barillà. In attacco, invece, la coppia Alessio Viola-Ceravolo. Se il primo ha dilapidato tante occasioni, il secondo ha rifilato ai neroverdi una tripletta, candidandosi sempre più come partner di Bonazzoli, al posto dell’infortunato Campagnacci.
