REGGINA/ Foti: «Obiettivo playoff confermato: speriamo di toccare il Paradiso»

15.02.2012 11:45 di  Simone Vazzana   vedi letture
REGGINA/ Foti: «Obiettivo playoff confermato: speriamo di toccare il Paradiso»
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© foto di Federico De Luca

23 gennaio 2012: le quattro sberle prese dal Padova, con tanto di conferenza stampa incentrata a mettere in luce problemi di "comunicazione interna", avevano gettato i tifosi della Reggina, distante allora solamente due punti dal Varese () e con una settimana di mercato a disposizione, nello sconforto. Foti, prima di tenere a rapporto la squadra negli spogliatoi del Granillo, parla di salvezza. I playoff sembrano un lontano ricordo. 

Poi la conferenza stampa post mercato, in cui si torna a parlare di playoff. Proprio come lo scorso anno quando nonostante la partenza di Missiroli, tra i trascinatori (come in questa prima parte di stagione), il massimo dirigente parlò di playoff (CLICCA QUI).

Sulle colonne della Gazzetta del Sud, oggi Pasquale Foti ha rilanciato. Di seguito, le dichiarazioni più significative.

OBIETTIVO PLAYOFF - «L’obiettivo resta quello dichiarato a luglio, vale a dire migliorare il risultato precedente. Chiunque avvii un nuovo percorso stagionale, intende sicuramente progredire attraverso la disponibilità di tutti. La società vuole crescere e svilupparsi. Se l’anno scorso sono stati playoff anche in questa stagione la meta non cambia.Io penso che in ogni sistema ci sia attenzione ai costi di un’azienda, il che non significa ridimensionare il progetto. Non ritengo che un dispendio di energie economiche, che non appartiene a questa società, sia l’unica possibilità di conquistare risultati sportivi».

GREGUCCI - «Ha trovato un organico ben disposto ad essere aiutato. La qualità del gruppo è una componente positiva. Mi auguro che Gregucci colmi, con la sua esperienza e i suoi confronti quotidiani, le capacità del collettivo e consenta alla Reggina di raggiungere lo scopo finale».

JUVE STABIA - «Si tratta di una trasferta importante per il nostro cammino. Infatti, un risultato positivo può essere determinante per il torneo che la Reggina vuole garantirsi. La classifica vede dieci squadre nell’area dei sei posti validi per accedere ai playoff. Si è creata una frattura fra chi vuole evitare i playout e chi viceversa vuole toccare il Paradiso. Speriamo che la Reggina tocchi il Paradiso».

SERIE A - «Si dice che io non voglia andare in A? Non mi ha mai neppure sfiorato un simile modo di pensare. Mi appartengono il lavoro, la determinazione e l’umiltà e traguardi ottenuti grazie a tali caratteristiche. Sotto questo aspetto, siamo allenati e agevolati rispetto ad altri, proprio per questi tipo di cultura del lavoro. Lascio le considerazioni a chi conosce le cose. Nove anni di A sono stati un grande successo sportivo ed economico. Non soltanto per la società, ma per la Città. Credo che tutti riconoscano la motivazione per cui mi sono avvicinato al calcio: offrire un contributo a Reggio Calabria, dando per scontato che raggiungere quell’obiettivo era importante come cittadini, come sportivi, come tutto.
Questa società non si è mai dichiarata in modo differente. Ha sempre portato avanti un tema di ricerca per cui lo sviluppo materiale umano del centro Sant’Agata è un esempio nazionale, da cui la Reggina ha ottenuto, nei momenti difficili, tutte le risorse necessarie a dare sicurezza e stabilità a questa azienda. Non è una novità: l’oggi non è diverso dal passato, peraltro in un contesto nazionale di enormi difficoltà da parte di tutti i club. La Reggina, confermando quel percorso, dimostra l’efficienza sia del suo progetto della sua organizzazione. Vi è tutta una serie di costi e di strutture utili ai piani, di tutta quella attività che si sviluppa dai primi calci alla prima squadra e che dà supporto ai 200 atleti che lavorano all’interno del Sant’Agata. La Reggina non pesa sull’economia del territorio, anzi contribuisce ad elevarne il prodotto interno. E’ un’espressione positiva del valore produttivo».

BILANCIO CALCIOMERCATO - «9 milioni di uscite e 6 di entrate? Sì, c’è una differenza, rispetto a queste ultime, da colmare. Come? La Reggina ha sempre dato un valore alla propria produzione, a cominciare dai Massimo Orlando, per passare ai Tedesco, Campolo, Di Sole, ai Perrotta, a tutta quella che negli anni è stata la sua espressione produttiva. Il bilancio di mercato ha avuto un dato positivo, valso a coprire i costi anche passati e a mettere la Reggina nelle condizioni di rispettare gl’impegni di questa stagione».

TIFOSI - «Siamo gente collaudata e dotata di un ottimismo che è la forza di chi porta avanti imprese. Non è facile evitare gli errori, ma essi non attenuano l’entusiasmo di chi porta il nome della Reggina con grande dignità in tutta l’Italia, che lo riconosce in modo unanime. Che poi si voglia vincere sempre fa parte della cultura del tifoso e non si può biasimarlo. Occorre, piuttosto, invogliarlo ad essere propositivo verso la squadra e la società che, con il validissimo personale, il quale opera anche silenziosamente a Casa Sant’Agata, costituisce il supporto primario per formare il modello Reggina».