GIACCHETTA - «Stagione altalenante, paghiamo la mancata maturità del gruppo»

23.04.2012 23:45 di  Redazione Tuttoreggina   vedi letture
GIACCHETTA - «Stagione altalenante, paghiamo la mancata maturità del gruppo»
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca

Il responsabile dell'area tecnica della Reggina, Simone Giacchetta, è intervenuto alla trasmissione di Telereggio, Tribuna Amaranto, affrontando i vari temi d'attualità che riguardano la squadra amaranto:

«Dal punto di vista del gioco non abbiamo espresso un grande gioco. Ad inizio anno abbiamo espresso insieme al Pescara un buon gioco. Poi loro hanno avuto più continuità di noi. Il cambio tecnico porta sempre una scossa, vedremo se nel prosieguo ci sarà continuità».

IL RITORNO DI BREDA - «Si è parlato troppo. Abbiamo pompato un obiettivo che può essere raggiunto con sacrificio e dedizione alla causa. Ci sono sei partite per onorare il campionato. Ripensamento con il ritorno di Breda? La squadra non stava progredendo dal punto di vista di gioco e la classifica era crudele e rispecchiava ciò che abbiamo dimostrato sul campo. L'esonero di Breda è stato preceduto da due mesi di gioco grigio e senza ottenere risultati. I primi mesi, la squadra ha dato la sensazione di potersela giocare, anche con squadre costruite per vincere il campionato. Tutto ciò ci ha portato a fare riflessioni e a prendere la decisione. Anche nel caso di Gregucci, una persona perbene ed un grande professionista, sono state fatte queste valutazioni. Mi è dispiaciuto esonerare entrambi i tecnici. Breda ha vissuto il primo stop in carriera, Gregucci è stato sfortunato nei risultati, perché si è dedicato totalmente alla causa Reggina».

I MOTIVI DI UNA STAGIONE ALTALENANTE - «Paghiamo la mancata maturità di gran parte del gruppo. I tanti giovani hanno la possibilità di consolidare quanto hanno mostrato l'anno scorso. Bisogna continuamente dimostrare, perchè chi vuole ambire al salto di categoria, deve sempre dimostrare, agli allenamenti e nel giorno della gara. Questo è l'origine di queste situazioni altalenanti. Ognuno di noi deve dimostrare sempre di avere capacità e questo si è pagato, con l'altalenanza di risultati. E' vero che abbiamo dato l'impressione di poter vincere con tutti, ma anche di poter perdere con tutti. Questo deve essere uno stimolo per fare bene. Breda e Gregucci sono incappati in questa altalenanza nella crescita».

«La Reggina fa la squadra con una chiara identità e il fattore ambientale può fare la differenza. La nostra squadra è composta da calciatori con esperienza di Lega Pro. Dobbiamo cercare di sostenere sempre i calciatori, magari ci può essere quello pronto o meno pronto, ma si cerca di puntare al miglior risultato sportivo possibile, valorizzando il singolo calciatore, come accaduto la scorsa stagione. La qualità del gruppo di quest'anno, non è affatto inferiore. La differenza sta nel modo di porsi dei singoli calciatori, dal punto di vista dell'esperienza».

«Ogni stagione ha la sua storia, ecco perché bisogna sempre dimostrare. Sono venuti meno i gol di Bonazzoli, poi abbiamo perso Puggioni, Acerbi, Costa e Tedesco. Quest'anno i gol sono  venuti in una parte della stagione. Molti possono crescere con le capacità di Emiliano, anche se la squadra ha dimostrato di poter vincere anche senza Emiliano. Perché sembra nervoso? Credo che il gol gli manchi molto».

«Il presidente è innamorato pazzo della Reggina e farebbe di tutto per riportarla in A. Ha parlato di salvezza per riportare a tutti alla realtà. Per andare ai playoff, bisogna cercare di vincere. Contano più i fatti che le chiacchere»

QUESTIONE PORTIERE - «Bisogna dare il tempo ai giovani di crescere. Siamo stati anche sfortunati, perché Marino e Kovacsik non sono scarsi. Per Marino è stato un pregiudizio, perché qualsiasi cosa facesse Marino, se era buona passava inosservata. Noi siamo partiti con Kovacsik, perché pensiamo sia un portiere di prospettiva. Non mi pare che gli altri portieri giovani abbiano avuto una continuità. Avvicendamento Zandrini-Belardi? E' stato solamente un cambio tecnico, anche perché Belardi è uno di quelli che si sente la Reggina addosso».

«Sarno faceva gruppo di calciatori che non trovava spazio e il fatto di voler giocare, ha fatto si che fosse ceduto a gennaio. Ha sicuramente talento, ha dimostrato a sprazzi le sue qualità. I calciatori in prestito? Sono 23 e riusciamo a guardarli tutti. Molti di loro non giocano e quindi questo dimostra quanto è difficile diventare un calciatore di serie A Qualcuno di loro tornerà, qualcuno resterà fuori, qualcuno magari cambierà mestiere».

«Adejo è pronto, domani fa allenamento, ha già giocato con la Primavera, penso possa essere disponibile per Torino».

«Bisogna certamente costruire un blocco solido di calciatori che danno solidità sul campo, che dia quel contributo all'allenatore e alla squadra di crescere. Non sempre le linee della società si coniugano con quelle dei calciatori, magari qualcuno ha altre ambizioni. In questa squadra abbiamo calciatori cresciuti insieme. Nei momenti critici sono mancati i calciatori che si sentono Reggina, che si sentono gratificati».

«Rispetto alla Reggina di ieri, oggi la Reggina ha un portafoglio più povero e i calciatori deve inventarseli».

«Ceravolo decisivo quando subentra? Nessun calciatore accetta il ruolo di panchinaro. Il problema è quando 24 calciatori si considerano tutti titolari e non vedono autorevolezza nell'altro che scende in campo».

«Colombo interno? E' stata una bella sorpresa».

«Ogni giorno e ogni notte vado a letto con il pensiero della serie A. Disinteresse della gente? Tutti vogliono vincere, qui ed ovunque. Oppure si viene allo stadio in occasioni particolari, tipo Reggina-Novara. Scendendo di categoria bisogna capire che i tempi e il calcio sono cambiati e si lavora in una realtà economica diversa rispetto ad altre».

«Non c'è alternativa a Bonazzoli? E' stata più che altra una scelta, visto che avevamo molte alternative».

«Investire su un giocatore di 30 anni, non credo ci siano la volontà di farlo, se invece si prende un calciatore di 30 anni per raggiungere il risultato sportivo, ben venga, esempio ne è Emerson».

LE PROSPETTIVE DELLA SOCIETA' AMARANTO - «La Reggina non sbaglia mai le valutazioni economiche rispetto ad altre squadre. La Reggina prende calciatori che magari altri non hanno il coraggio di prendere o perché si rivolgono ad altri calciatori. La Reggina vuole tornare in serie A, vuole dare forza alla società e all'azienda e solo facendo ciò si possono raggiungere gli obiettivi importanti».