IL TIFOSO CHIEDE ... GAGLIARDI RISPONDE...

 di Franco Cleopadre  articolo letto 2630 volte
L'errore di Pigliacelli
L'errore di Pigliacelli

L’AMAREZZA MAGGIORE, A PARTE LA SCONFITTA
La Reggina sperava nell’incontro  contro il Latina , per recuperare qualche posizione in classifica ed alla fine si ritrova con un pugno di mosche in mano. L’amarezza maggiore , a parte la sconfitta  o  il  non avere  accorciato le distanze dalle concorrenti  ai play out  ,risiede  nella  fiacchezza  che gli amaranto  hanno palesato  nel secondo tempo. Una squadra  che vuole salvarsi  riparte con obiettivi ben precisi : lucidità mentale,  sangue agli occhi su ogni palla e attacco  alle caviglie dell’avversario …come lettera e francobollo. 
COSA HA FATTO LA DIFFERENZA?

Nella fattispecie si è verificato il contrario e da un anticipo del subentrato Milani  su Pambou,  nasce l’azione che porterà i  Latinensi  in vantaggio. Più volte  sono stati i pontini ad arrivare primi sulla palla, frutto,  probabilmente, della maggiore tranquillità mentale.

Alla sconfitta della Reggina, ha anche contribuito un’ingenuità  del pur bravo Pigliacelli( si usa dire che esperienza è la somma delle fregature ), quando all’ 87’, su un’apertura di Ghezzal  per Jonathas, invece di far scorrere il pallone lungo  la linea di porta ( vedi foto ), ha preferito  rimetterlo in gioco , rimessa  raccolta dall’esperto Morrone,  che rinunciando  a  provare lui a far goal, ha consegnato  il pallone  a Jonathas , che dalla sinistra , con un forte tiro di collo piede  e a mezz’altezza , ha trafitto  il  giovane portiere calabrese , rendendo anche felice il  Presidente del Latina, Paola Cavicchi, che sedeva in panchina. L’ex Breda ,per rispetto dei suoi ex tifosi e della società che lo ha lanciato quale allenatore, non ha esultato al goal della sua squadra.

RIAVVOLGIAMO IL FILM DELLA PARTITA
Riavvolgendo il film della partita  notiamo che i tecnici amaranto erano partiti con il tridente ( Fishnaller,Di Michele e Dumitru ) il che faceva chiaramente intendere che la partita la volevano vincere, volevano subito scardinare  la quarta difesa del campionato , ma purtroppo  non sono  riusciti a concretizzare l’attesa .A nulla sono valsi lo svariare da destra a sinistra di Dumitru  o il suo abbassamento in fase difensiva, né le ripartenze targate Sbaffo. La squadra, soffre la mancanza  di un uomo, che riesce a metterla dentro. Il centro campo produce poco in termini di costruzione del gioco e il solo Sbaffo, non può fare da padre, figlio e Spirito Santo, visto  che…ci avviamo alla settimana Santa. Di Michele con la sua esperienza , non riesce a volte a dimenticare che il calendario gli assegna 38 primavere compiute  e che in campo ci sono pure gli avversari. Gli anni passano pure per lui e forse, sfrutterebbe meglio la sua esperienza se scegliesse di subentrare gli ultimi 20-25 minuti di partita, per attaccare la profondità  e sprecare un minor numero di palloni, che con il contagocce arrivano dal centrocampo.  La differenza in campo l’ha fatta il diverso stato mentale delle due formazioni. Il Latina è partito tranquillo con il principale obiettivo già conseguito, ovvero la salvezza  ,la Reggina è scesa in campo con l’acqua alla gola, senza sapere se bere o affogare. Ciò ha comportato un certo grado di appannamento o se si preferisce, di mancanza di lucidità negli amaranto, anche se l’assenza di Barillà a centrocampo si è fatta sentire  in termini di  grinta  e costruzione del gioco.

QUANTO  PESERA’ LA SCONFITTA PER I SINGOLI CALCIATORI ?
 Il risultato negativo pesa certamente sul morale e l’autostima dell’intera squadra, tecnici compresi, ma fino a quando la matematica non chiude  le porte  della  speranza, bisogna affrontare  le rimanenti  sfide  con la mentalità dei vincitori  e non degli sconfitti, Padova compresa. Calciatori amaranto  non  rinunciate  ad entrare in positivo nella storia della Reggina, specie nell’anno del centenario della sua fondazione. Vogliamo sperare che vi rendiate conto che la perdita della categoria significa anche per voi perdita di quotazione in fase di calcio mercato  e nel vostro curriculo ci sarà la macchia di questa retrocessione. Gagliardi nelle interviste finali  ha fatto capire “ CHISTI SIMU ( questi siamo )”  e  noi aggiungiamo che  ciascun calciatore dovrà  ingaggiare una sfida con se stesso,  proprio nel momento  dell’emergenza. Il poeta Vittorio Alfieri , ha scritto una lettera  che è rimasta famosa per quanto espresso : Volli,sempre volli, fortissimamente volli.Con essa l’autore  esprimeva  il fermo impegno di compiere ogni sforzo per diventare autore tragico. Per Voi l’impegno deve essere di salvare questa Reggina…

PATRON  FOTI, SE CI SEI BATTI TRE COLPI…
Ci sorprende il silenzio o l’eclissamento del patron Foti, in questa delicatissima  fase del torneo .In altre occasioni fungeva  da parafulmine, ed era  sufficiente un suo intervento dentro lo spogliatoio  per fare breccia nella testa della  squadra  e da legante all’interno dello spogliatoio.  Ad oggi  se ne avverte l’immobilismo. Vogliamo sperare, conoscendo il suo attaccamento alla squadra , che stia covando sotto la cenere… con l’obiettivo, qualunque sarà  la categoria del prossimo anno, di ripartire con nuova lena ,nuova mentalità ,nuovi apporti  di uomini, idee e capitali. In città continua a circolare la voce  che il  patron stia tessendo la  tela nell’ombra  anche pro-Reggina…oltre che come imprenditore del settore tessile. Ma  il suo eclissarsi   dalla scena calcistica, nell’ultimo periodo ,non incoraggia “ il bicchiere mezzo pieno “ e non esclude che  la squadra che  5 anni fa faceva parte dell’Olimpo del calcio nazionale , scompaia tra le nebbie dell’anonimato.