CARI AMICI E TIFOSI DELLA REGGINA CHE VIVETE AL NORD

 di Franco Cleopadre  articolo letto 5303 volte
© foto di Federico Gaetano
CARI AMICI E TIFOSI DELLA REGGINA CHE VIVETE AL NORD

La bella avventura amaranto per voi volge al termine. Siete rimasti idealmente legati alla vostra terra, attraverso il fil rouge del calcio. Dalla prossima annata calcistica tutto sarà ridimensionato. Potreste non vedere più la Reggina in diretta al Nord se per formare i tre gironi della nuova Lega Pro, sarà attuato il principio di suddividere le 60 squadre partecipanti, secondo il criterio geografico, Nord, Centro, Sud. La domenica potrete seguire la partita attraverso i microfoni di radiotouring e per noi residenti sarà lo stesso con la Reggina in trasferta, tranne che… non la trasmetta RAI Sport  .

Di converso, visto che partite si disputeranno di domenica, tanti tra coloro che lavorano il sabato, potranno recarsi allo stadio. Il famoso poeta reggino Balia, usava declamare “La pioggia nel pineto “ di D’annunzio che a un certo punto afferma :  piove su… la favola bella che ieri t’illuse, che oggi m’illude… E ciò significa che oggi non ci rimane che l’illusione di aver fatto parte del calcio professionistico. Con la Reggina in Lega Pro è tutta una generazione che va in pensione .Quanti dei 3017 “credenti” di Giugno 2013 rinnoveranno l’abbonamento ? Quanti dei 15 mila  presenti alla prima con il Bari rioccuperanno le gradinate del Granillo ? Il Patron Foti si è lamentato che i tifosi hanno abbandonato la squadra, dimenticando però che quegli stessi tifosi a Giugno gli  hanno dato credito a scatola chiusa…come Arrigoni.

Probabilmente anche con la prossima annata si continuerà con gli esperimenti e non tutte le ciambelle si chiamano Rolando Bianchi o Mazzarri, che dir si voglia. Per ripartire con il piede giusto occorrono stimoli giusti e figure che conoscono bene la categoria . Di novelle ,conosciamo solo le patate. L’attuale struttura tecnica ha fallito in pieno il suo compito, quando a partire già, dall’estate scorsa,ha fatto arrivare a Reggio  calciatori che con tutta fretta sono stati bocciati a Gennaio, quando già la frittata era in padella ,anche se non ancora cotta. Perché, ci chiediamo, tante persone, compreso l’ex dirigente amaranto e oggi Presidente Regionale del CONI, Mimmo Praticò, rifiutano di avere rapporti con la Reggina in  presenza di Foti?  Mi piego, ma non mi spezzo, diceva qualcuno. Oggi si è spezzato il rapporto fiduciario tra Foti e il mondo  imprenditoriale ,interno ed esterno che conta nel calcio. Non si possono prendere a schiaffi anche i leoni… Foti, se è alla ricerca di nuove alleanze ,deve ridimensionare le pretese e ragionare sul monito di  Craxi “Si può vincere, ma non stravincere”. Se mi trovo in difficoltà in mezzo al mare, cerco un salvagente e non l’Andrea Doria…Foti rimane un buon conoscitore del calcio non solo giocato, ma anche dei pupi e pupari che ruotano attorno ad esso, e confermiamo quanto scritto in precedenza affermando che si tratta di un patrimonio di esperienza che non può essere disperso. L'esperienza  maturata da Foti sul campo, potrebbe essere l'arma vincente per far ripartire il calcio a Reggio.  Ma cosa fa  Foti, per riconquistare l'ambiente ? Nulla. Ci risulta, ad esempio, che nel decorso mese di Aprile il premio San Giorgio-Anassilaos è stato conferito all’ex portiere della Reggina Bruno Iacoboni. La consegna è stata affidata proprio  a Foti, il quale all’ emissario che gli ha consegnato personalmente la brochure con il programma, ha garantito la  presenza. L’ex Presidente non solo non si è presentato per la consegna, ma non ha neanche provveduto a fare una telefonata, fatto che ha messo di malumore gli organizzatori .Si usa dire che “Lo stile è l’uomo” e quando lo stile difetta, l’uomo è leso nella sua dimensione migliore.

Motivi di ordine tecnico non ci hanno consentito di assistere alla partita di Avellino per cui ci “ affidiamo “ al commento dell’amico Franco Caccamo :

Siamo ormai all’epilogo, la lunga agonia, che ci ha accompagnato per tutto il campionato, sta per terminare. Anche ieri al Partenio, contro l’Avellino, gli amaranto dimostrano di stare in campo solo per onor di firma consegnandosi all’avversario senza mai reagire. Il 3 a 0 finale premia giustamente i padroni di casa e condanna la Reggina alla ventiquattresima sconfitta stagionale, un record negativo difficilmente eguagliabile, nel contesto di un torneo da dove si fa veramente fatica a salvare qualcosa. L’iniziale entusiasmo ha ben presto ceduto il passo alla realtà, il campo da gioco ha messo a nudo tutti i limiti relegando la compagine amaranto ai margini del campionato cadetto. Quattordici punti in un intero girone d’andata, solitamente rappresentano il prologo alla retrocessione, ma l’altrettanto passo lento di diverse squadre, distanti solo sei punti, consentiva ancora un possibile per quanto disperato recupero. Certo bisognava mettere mani al portafogli, rinforzare decisamente una rosa non all’altezza, ma le difficoltà economiche in cui versava e versa la società non hanno permesso grossi movimenti di mercato, anzi si è ripiegati ad una soluzione interna e tutta aziendale promuovendo in panchina il duo Gagliardi – Zanin evocando il miracoloso salvataggio nel torneo di B del 1997. Chi di speranza campa disperato muore, dice un vecchio e saggio proverbio, e così la speranza, per gli otto punti conquistati nelle prime quattro partite del girone di ritorno, si trasforma in disperazione dopo le sconfitte di Novara ed in casa con il Varese. Ecco, queste due partite rappresentano la svolta definitiva del campionato e, fatta eccezione la vittoria ottenuta a Carpi, da quel momento solo sconfitte intervallate da qualche pareggio.
Venerdì sera si chiude in casa contro la Ternana, ma l’interesse di chi ha ancora a cuore le sorti della compagine amaranto è rivolto alla prossima scadenza del 30 giugno, giorno in cui va ratificata l’iscrizione in lega Pro, con il versamento della cauzione di seicentomila Euro, in teoria già coperti grazie al paracadute che la lega versa alle squadre retrocesse. Ma è anche vero che questo non è l’unico problema che assilla la compagine del patron Foti, ci sono i debiti pregressi, di cui la Reggina Calcio ha già presentato un piano di rientro, e c’è la necessità di far cassa, per pagare gli stipendi nei termini ed evitare ulteriori deferimenti. In questo momento la massima priorità è l’iscrizione al nuovo campionato, punto fermo per poter avviare le trattative di mercato senza segni di debolezza derivanti dalla necessità di liquidità.