LOTTA SALVEZZA - Chi sale e chi scende: il Novara pronto a spiccare il volo, Juve Stabia e Reggina in caduta libera
La lotta nei bassifondi inizia ad animarsi. A tre giornate dal termine del girone d'andata, almeno nove squadre, al momento s'intende, provano a fare conti e stretegie in vista di una battaglia che vede, sfortunatamente per i tifosi amaranto, anche la Reggina pesantemente coinvolta.
Sino ai 21 punti di Modena e Carpi (quest'ultima con una gara in meno), non ci si può rilassare, mentre i 23 punti di Trapani e Brescia rappresentano il limbo tra tranquillità e zona rossa.
Facciamo un mini resoconto di chi sale e chi invece è in discesa:
CHI SALE:
NOVARA:
L'annoveriamo solo perchè ha 20 punti, ma tra qualche settimana la Calori band sarà lontana da ogni rischio e pericolo.
CARPI:
Altra matricola terribile. Ha dalla sua una rosa importante, che forse fa pochi gol, ma che fuori casa fa soffrire davvero tutti. Ventuno punti sembrano pochini, ma sono tutti meritati.
CITTADELLA:
Diciamo che è al bivio. Gioca bene, non demerita mai quando perde, però ha soli 17 punti ed è questa la nota dolente.
MUTTI:
Se il Padova riuscirà a conquistare la permanenza, lo dovrà soltanto all'esperto tecnico bergamasco. Che deve far fronte alla insipiezza del suo attacco. Il mercato lo dovrà sostenere
CHI SCENDE:
JUVE STABIA:
Avere non più di 17 punti (8 più i potenziali 9 ancora a disposizione) al termine del girone ascendente, suona quasi come una condanna. La squadra ci sarebbe anche, ma la cura Pea non ha dato i sussulti sperati.
REGGINA:
Situazione pesante in casa amaranto. Il ritorno di Atzori non ha dato la scossa. Ci si affida, almeno i tifosi, al mercato, ma che dovrà essere davvero "pesante".
TERNANA:
Non arriva la svolta neanche a Padova. Il punto è un altro: troppa pressione su Toscano. Il trainer calabrese è sulla graticola e in queste condizioni, è deleterio lavorare.
BARI:
Scende perché l'ambiente è sdegnato di dover lottare per la permanenza, così come dimostrato dalla contestazione dei tifosi di ieri. Il passo della squadra non è brillantissimo, ma neanche disastroso. Anche qui, problema più ambientale-psicologico che tecnico.
