Relazione Annuale della Commissione indipendente per la verifica equilibrio economico e finanziario società sportive professionistiche: quattro club di A in stato di fragilità, C instabile

27.09.2026 11:30 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Relazione Annuale della Commissione indipendente per la verifica equilibrio economico e finanziario società sportive professionistiche: quattro club di A in stato di fragilità, C instabile
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© foto di Federico Serra

È stata presentata nella Sala Regina della Camera dei Deputati, la Relazione Annuale 2026 della “Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche”. Il documento, suddiviso in 8 capitoli, rappresenta in maniera analitica lo stato economico-finanziario dello sport professionistico in Italia: partendo dalla descrizione del perimetro, della dimensione e dell’assetto, ne analizza i modelli economici e gli assetti proprietari di riferimento, i sistemi di governance, le attuali condizioni economico-finanziarie, le situazioni di crisi e gli effetti sistemici.

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ANALISI DELLA SERIE A

L’analisi ha indagato i conti delle società italiane costruendo anche una simulazione per individuare i diversi modelli di sostenibilità presenti nel massimo campionato. Nello specifico ha perso in considerazione tutte le 20 società di Serie A, utilizzando per gli indicatori economici l’ultimo bilancio d’esercizio approvato e disponibile e, per quelli patrimoniali e finanziari, le situazioni intermedie al 31 marzo 2026 depositate dai club. Complessivamente, la simulazione della Commissione riguarda 97 bilanci tra calcio e basket, di cui 81 relativi al calcio professionistico maschile.  

In particolare, la fotografia suddivide i 20 club del massimo campionato italiano in cinque gruppi (o cluster), che in termini assoluti corrispondono rispettivamente a quattro, due, cinque, cinque e quattro società: 

Profilo economico relativamente solido: 20% (quattro club): EBITDA ed EBIT positivi e risultato netto positivo o vicino al pareggio. L’equilibrio può derivare da ricavi ricorrenti ampi e diversificati oppure da un player trading efficace, ma coerente con il modello sportivo e non utilizzato in maniera emergenziale. 

Player trading con incidenza significativa: 10% (due club): società il cui equilibrio dipende in misura rilevante dalla capacità di generare ricavi attraverso il mercato dei calciatori. Secondo la Commissione, il modello può essere sostenibile se questa capacità è ricorrente ed è accompagnata da un rigoroso controllo del costo della rosa. 

Elevati ricavi con margini assorbiti da rosa, ammortamenti e struttura finanziaria: 25% (cinque club): club con una scala di ricavi significativa nei quali, tuttavia, l’EBITDA positivo non si traduce necessariamente in EBIT e utile. Il costo della rosa e soprattutto ammortamenti e svalutazioni assorbono la marginalità operativa. 

Fragilità con parziale tenuta operativa: 25% (cinque club): profili nei quali può esserci una certa capacità di coprire i costi operativi, ma ammortamenti, oneri finanziari e debolezza patrimoniale portano a risultati finali negativi. In altri casi incidono la dipendenza dal player trading e la minore dimensione dei ricavi. 

Investimento intensivo o tensione economica: 20% (quattro club): EBITDA negativo, costi operativi superiori ai ricavi e risultato netto negativo. Una situazione che può essere legata a una fase di investimento nella competitività oppure indicare un modello non autosufficiente, dipendente dal sostegno della proprietà o da successivi interventi correttivi.  

IL BUCO NERO DELLA SERIE C: 49 CLUB FALLITI PIU’ VOLTE

Il tema probabilmente più preoccupante però emerge dall’ampio capitolo dedicato dalla relazione alla continuità aziendale e ai dissesti che hanno interessato il calcio italiano negli ultimi decenni. Ed è un quadro che si allarga al di fuori della massima serie e comprende anche quelle immediatamente inferiori. 

Entrando nello specifico la relazione segnala che tra il 1986/87 e il 2025/26 sono stati censiti 218 casi complessivi tra società non ammesse ai campionati professionistici, rinunce all’iscrizione ed esclusioni a stagione in corso. E il fenomeno si concentra in maniera schiacciante in Serie C, con 200 casi, pari a circa il 91,7% del totale. La Serie B ne conta 17, mentre la Serie A appena uno. 

Va precisato che il perimetro utilizzato dalla Commissione è più ampio del solo fallimento in senso giuridico. Nel conteggio rientrano infatti società non ammesse, rinunciatarie o escluse, spesso a seguito di gestioni finanziarie insostenibili, debiti crescenti o procedure concorsuali. 

Nel dettaglio, 25 società hanno attraversato due episodi, 13 ne hanno vissuti tre, sei ne hanno registrati quattro, tre club cinque e due addirittura sei. I casi più estremi sono quelli di: 

-Sambenedettese e Taranto, entrambe con sei episodi censiti, 

-Campobasso, Potenza e Varese con cinque, 

-quota quattro figurano invece Cosenza, Lucchese, Rimini, Brindisi, Sassari Torres e Treviso, 

-tre episodi compaiono, tra le altre, Mantova, Messina, Siena, Siracusa, SPAL, Teramo, Trapani, Triestina e Venezia.