Terremoto Juve Stabia, sequestrati 153 milioni di euro alle società del patron Guerri. Il Tribunale azzera il Cda
Ennesima bufera sulla Juve Stabia. Su disposizione del Tribunale di Napoli è stato azzerato il consiglio di amministrazione del club campano. Il provvedimento segna l’uscita dall’organo di gestione del presidente Alfredo Guerri, che il 10 luglio scorso aveva ottenuto il via libera dallo stesso Palazzo di Giustizia campano per rilevare la società di calcio gialloblù in amministrazione giudiziaria.
La decisione scaturisce nell’ambito del sequestro preventivo delle partecipazioni della Domus, titolare dell’intero capitale della Juve Stabia. Nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha posto i sigilli a due società edili riconducibili al patron delle Vespe Guerri crediti d'imposta ritenuti illecitamente generati e ancora giacenti nei cassetti fiscali, per quasi 153 milioni di euro. Dalle indagini è emerso che i crediti d'imposta, generati tra il 2021 e il 2024, erano stati ottenuti illecitamente attraverso il superbonus 110% attestando lavori parzialmente o mai realizzati in 64 cantieri. All'imprenditore la Procura di Napoli contesta il reato di truffa aggravata all'Erario. Accanto a Guerri risultano indagate altre sette persone, professionisti, a cui invece gli inquirenti contestano il reato di falso ideologico.
Per guidare la società in questo delicato momento, è stato delineato un CdA a tre componenti che unisce competenze di settore e continuità operativa: Alfonso Morrone (presidente), manager con una consolidata esperienza nel mondo dello sport, è stato scelto per portare competenze specifiche indispensabili per le esigenze gestionali del club; Salvatore Scarpa (vicepresidente): già amministratore giudiziario della società, ha una conoscenza diretta della struttura organizzativa della Juve Stabia e delle relazioni istituzionali; Mario Ferrara (consigliere), già impegnato come amministratore giudiziario del club campano
