Ok Antitrust alle linee guida sui diritti televisivI, "Le tv abbassino i prezzi delle partite di A"
L'Antitrust ha approvato le linee guida della Lega calcio Serie A sulla commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi relativi alle competizioni per le stagioni 2029-2030, 2030-2031, 2031-2032, 2032-2033 e 2033-2034 per il Campionato di Serie A, Coppa Italia, la Supercoppa Italiana, il Campionato Primavera 1, Coppa Italia Primavera e Supercoppa Primavera. L'Autorità Antitrust, come riportato nel suo bollettino numero 38 diffuso ieri, ha effettuato alcune osservazioni in merito alle linee guida ricordando in particolare che, «laddove in sede di predisposizione concreta dei pacchetti e di assegnazione finale i soggetti interessati non si attengano alle sue indicazioni o comunque adottino condotte tali da pregiudicare la concorrenza nell'acquisizione dei diritti oltre che nei mercati posti a valle, con pregiudizio per i consumatori, essa è chiamata a intervenire».
Le indicazioni dell'Antitrust sull'articolazione dei pacchetti
In particolare, sull'articolazione dei pacchetti «l'Autorità ritiene che, nella fase di predisposizione degli inviti ad offrire, sia necessario introdurre criteri di maggior dettaglio idonei a dare concretezza alle disposizioni del decreto Melandri». Nel dettaglio, «i pacchetti di diritti esclusivi dovrebbero essere predisposti in modo equilibrato allo scopo di favorire la competizione tra operatori, permettendo loro di proporre al pubblico gli eventi di maggiore interesse», l'Antitrust «ritiene preferibile la predisposizione di pacchetti che stimolino la concorrenza nel mercato a valle della pay-tv, permettendo a più operatori di poter trasmettere buona parte della Serie A, rivolgendosi a plurime piattaforme di distribuzione».
La durata dei cicli di commercializzazione e l'esclusiva
Sulla durata di cicli di commercializzazione, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm, presieduta da Saverio Valentino) osserva che, «come già rilevato in occasione della valutazione delle precedenti linee guida, l'eventuale assegnazione di pacchetti di trasmissione esclusiva per cicli di stagione superiori ai tre anni non appare idonea a favorire un sano contesto competitivo sia nell'ottica della remuneratività dell'assegnazione, sia, e con maggior forza, nell'ottica della qualità e fruibilità dei servizi di trasmissione, qualora permangano per gli operatori condizioni di assegnazione in esclusiva».
L'Autorità garante auspica quindi che «la Lega Calcio Serie A si adoperi per favorire la previsione di offerte da parte di più operatori, tramite la rimozione di condizione di esclusiva o di altri meccanismi contrattuali aventi un contenuto o effetto analogo, aggravati da vincoli con durata pluriennale, in modo da favorire la concorrenza fra diversi operatori basata sul prezzo, sulla qualità e innovazione del servizio».
Il canale tematico della Lega Serie A
Infine il possibile canale della Lega: l'attivazione di un canale tematico diretto (B2C o B2B2C) ha natura residuale ed è subordinata alla mancata vendita dei pacchetti tradizionali. L'Agcm richiede maggiore chiarezza sui criteri di attivazione e raccomanda che la durata degli accordi di distribuzione del Canale non superi il limite massimo previsto per le licenze ordinarie, evitando condizioni discriminatorie rispetto agli altri licenziatari.
