La bandiera della Lazio Gigi Martini sibillino su Lotito: "La squadra sta dimostrando grinta e determinazione, ora serve una società che abbia il coraggio di guidare e non solo gestire"

30.09.2026 11:45 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
La bandiera della Lazio Gigi Martini sibillino su Lotito: "La squadra sta dimostrando grinta e determinazione, ora serve una società che abbia il coraggio di guidare e non solo gestire"
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© foto di Federico Gaetano

La Lazio del 1974 è una delle più iconiche e straordinarie della lunga storia del calcio italiano. Una storia nella storia scritta dai ragazzi di Tommaso Maestrelli, uno dei fili che lega i biancocelesti alla Reggina. Uno dei calciatori simboli, oltre a Long John Chinaglia era certamente Gigi Martini, il "capo" di una delle fazioni che componevano quella squadra leggendaria sia per le gesta in campo ma anche per le tante storie fuori.

Gigi Martini è ovviamente sempre molto vicino alle vicende laziali e ha voluto pubblicare una lettera su Il Tempo per parlare del sentimento dei cuori biancocelesti, tra il primato della A e la contestazione a Lotito:

"...Gattuso ha riportato nello spogliatoio tre cose che mancavano da troppo tempo: grinta, fiducia, determinazione. Chi ha vissuto uno spogliatoio sa che sono la base di tutto. Prima ancora della tattica, prima ancora dei nomi.  (..) Detto questo, non facciamo l'errore di confondere i piani. Come si fa a non capire che l'aquila non la puoi mettere in gabbia? Non esiste una gabbia capace di tenerla prigioniera. L'aquila, se non vola libera, muore. Non appartiene a chi la possiede sulla carta: appartiene a tutti quelli che si emozionano vedendola ad ali spiegate, volteggiare nel celeste del cielo", scrive Martini.

Poi l'ennesimo affondo a Lotito, che spesso e volentieri ha snobbato i grandi del passato laziale: "I ragazzi della Nord sono la voce della passione. Sono loro che hanno tenuto in vita il passato, la storia di questa squadra con l'aquila sul cuore. Sono loro che l'hanno coltivata mentre altri la calpestavano, che hanno continuato a gridare. (..) Servono i migliori uomini in campo e in società, servono competenza e visione, ma prima di tutto serve il coraggio di guidare invece di limitarsi a gestire. Umberto Lenzini diceva una frase che dovrebbe stare scolpita a Formello: questi soldi sono dei laziali, io ne sono soltanto il custode. Custode non padrone. È tutta lì la differenza tra chi serve una squadra e chi se ne serve. lo continuo a sperare. Vedo una squadra che ha ritrovato l'anima e un allenatore che ci mette la faccia. Manca l'ultimo pezzo, il più difficile: qualcuno che restituisca alla gente quello che le è stato tolto. Il giorno in cui accadrà, l'Olimpico tornerà pieno in mezz'ora".